Sabato, 20 Gennaio, 2018

Katia Follesa: "Il mio cuore è malato, non farei un altro figlio"

Katia Follesa “Soffro di una patologia al cuore 12 anni fa pensai di stare per morire” Katia Follesa: "Ho un grave problema cardiaco, non so se farò un secondo figlio"
Zaira Scannapieco | 13 Gennaio, 2018, 08:24

La comica brianzola, che ha conosciuto il successo in coppia con la collega Valeria Graci sul palco di Zelig, in una lunga intervista al Corriere della Sera racconta la sua convivenza con una cardiopatia congenita, ereditata dal padre.

Come dicevamo, la malattia di Katia Follesa è emersa senza preavviso più di 10 anni fa: 'Ero sempre stata bene, non c'era mai stato un sintomo: un giorno stavo guidando quando improvvisamente mi si è appannata la vista e, non so come dire, non ho 'sentito' più il cuore.

Da lì ha iniziato una terapia di betabloccanti "che dovrò continuare a vita". Il suggerimento è fare dei controlli anche se non si avvertono sintomi. Sono andata subito in ospedale ma mi hanno detto che non avevo nulla.

Sono passati dieci anni da quando la malattia le si manifestò per la prima volta. Oggi 42enne, ricorda di averlo scoperto 12 anni fa a causa di un incidente che l'aveva spaventata a morte e fatta temere di essere sul punto di morire. "Se mio papà si fosse curato a suo tempo, avrebbe potuto convivere benissimo con la malattia. Ma vivo benissimo, ho fatto anche una figlia", spiega Katia al quotidiano. Poteva essere un problema? "Quando si parla di queste patologie una diagnosi precoce è fondamentale". Non tanto la gravidanza, anche se era escluso un parto naturale.

"Il mio cuore è malato", così Katia Follesa sulle pagine del Corriere della Sera.

Con il compagno Angelo Pisani è diventata mamma della piccola Agata, ma ad un'altra gravidanza non ci pensa: "C'era il 50 per cento di probabilità che Agata ereditasse la cardiomiopatia".

In che senso? "A 42 anni sapere di poter mettere al mondo un figlio che può avere questi problemi mi fa dire che no, non lo farei". Per tutelare per primi i bambini e i ragazzi, un po' come i suoi protagonisti di Junior Bake Off, in onda su Real Time: "L'alimentazione conta moltissimo quando si parla di queste patologie, ma i dolci che prepariamo nel programma sono un momento di gioco. Per la gente i personaggi pubblici sono figure intoccabili, inavvicinabili.il fatto che tu possa avere una patologia come chiunque, porta a riflettere, per questo è importante mandare un messaggio positivo". E di certo, fa bene anche al cuore.

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