Sabato, 20 Gennaio, 2018

Elezioni 4 marzo: LeU nella trappola di Renzi?

Laura Boldrini Renzi: «L'incompetenza M5S è il nostro avversario alle prossime elezioni»
Rufina Vignone | 13 Gennaio, 2018, 15:13

Poi arriva l'affondo. "Non puoi gridare onestà e alla prova dei fatti dimostrarti incapace di risolvere i problemi". E allora l'incompetenza è il nostro avversario alle elezioni politiche 2018.

Renzi ha fatto esplicitamente riferimento alle amministrazioni pentastellate di Roma e Torino: "Per mesi e mesi si è parlato del buon governo dei Cinque stelle" a Torino "ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura. Sono stati loro il governo dello spread, noi siamo dovuti intervenire per far ripartire il Paese". Nelle nostre città i revisori dei conti non si dimettono.

Ma a parte il problema delle deroghe, c'è da distribuire i collegi, con quelli considerati "sicuri" che non sono moltissimi. "Siamo uniti, ambiziosi e facciamo vincere il nostro Paese", ha poi dichiarato nel suo intervento. "Lo dico ai moderati: l'alternativa al Pd non è il centrodestra ma il M5s", ha detto ancora. "Non importa chi andrà a Palazzo Chigi - ha chiarito quindi l'ex premier - basta che sia del Pd. E non per il Pd, ma per l'Italia". Possiamo semplificare l'offerta che viene dal pd in modo molto semplice. non ci sono più le carte d'identità ideologiche. Siamo la sinistra di governo. "Se qualcuno - ha detto oggi - ancora pensa ci siano problemi interni al Pd ha sbagliato lettura dei giornali". "Se mi chiede una previsione sul partito di D'Alema, ha scelto il commentatore sbagliato".

Roma e Torino contro di noi in campagna elettorale, anche il presidente del Consiglio è intervenuto in questa bagarre politica. Non è così. Entriamo in una logica assolutamente sbagliata. Il presidente della Repubblica ci guiderà nel dopo voto ma la direzione di marcia dipende dal nostro risultato e della coalizione. Godono anche i "duri" del partito di Renzi che così faranno ricadere su LeU le colpe della sicura sconfitta in Lombardia e oltre confermando la loro convinzione sulla natura settaria dei "fuoriusciti" e sulla loro fobia anti Pd e anti Renzi.

Una sfida che Renzi definisce "difficilissima, che non voglio sottovalutare". Noi siamo la forza di questo Paese e l'Italia ha bisogno di forza, non di debolezza. "E non ci sono sconti". Una situazione che riguarda molti esponenti di primo piano, tra cui il premier Paolo Gentiloni, i ministri Dario Franceschini, Marco Minniti, Roberta Pinotti e deputati di peso come Roberto Giachetti e il gentiloniano Ermete Realacci.

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