Martedì, 19 Giugno, 2018

Torino come Milano, per Mihajlovic fatale ancora la Juventus

Torino come Milano, per Mihajlovic fatale ancora la Juventus Torino come Milano, per Mihajlovic fatale ancora la Juventus
Elettra Stolfi | 12 Gennaio, 2018, 18:38

"Bisogna fare un salto di qualità, quello che fino a questo momento è un po' mancato". Una legge non scritta che condanna nuovamente Mihajlovic, già cacciato dal Milan: il tecnico serbo non è più l'allenatore del Torino. "Devi bilanciare le cose, l'importante è avere sinergia con la squadra". L'ufficialità dell'esonero del tecnico serbo arriva però solo a mezzogiorno. Poi, intorno all'1,30, è arrivato il ribaltone, con Cairo che torna a sostituire un allenatore in corsa, una decisione che non prendeva da quasi sette anni, dai tempi della serie B: era il 20 marzo 2011 quando il presidente granata sollevò dall'incarico Papadopulo per richiamare Lerda, rimangiandosi una virata fatta soltanto due settimane prima. Nelle ultime 8 giornate il Toro ha perso una sola volta, contro il Napoli, ma ha battuto soltanto la Lazio, in superiorità numerica dopo la contestata espulsione di Ciro Immobile.

La Juventus, battendo il Torino, ha raggiunto la semifinale di coppa Italia e dovrà incontrare, con match di andata e ritorno, la giovane e scatenata Atalanta, Dall'altra parte, la finalista arriverà dal doppio confronto Lazio-Milan. Sul web c'è già chi ironizza sul nuovo tecnico del Torino, ricordando la famosa scena dell'orologio in cui chiedeva ulteriori minuti di recupero durante una partita del Napoli.

Lex, dura lex, sed lex: la sconfitta nel derby di Coppa Italia ha condannato Sinisa Mihajlovic all'esonero dal Torino (che lo ha prontamente rimpiazzato ieri con Walter Mazzarri). Molto spesso le sue squadre infatti si sono trovate a giocare con il baricentro troppo alto, lasciando così molto campo aperto agli avversari. Sono preparato su tutto, ma non credo esista un modulo che ti fa vincere o perdere le partite.

"Anche se non lo sei. mi accodo a quella massa di ignoranti che pensano che l'essere nato in Serbia significhi essere zingaro. e, visto che non ho nulla contro di loro, ti dico SEI IL MIO ZINGARO PREFERITO". Davanti, quando tornerà Belotti ci sarà un discreto intasamento: il Gallo, Ljajic, Iago Falque e Niang, oltre a Boyé, Sadiq, Edera e Berenguer, lotteranno per 2-3 posti. Mihajlovic è sembrato poco interessato alle questioni tattiche.

Era nell'aria in queste ore, e finalmente è arrivata la decisione definitiva. I risultati hanno fatto il resto: sia la "pareggite" (dieci le "X" del Toro in questa serie A) sia le due sconfitte consecutive in pieno autunno con Roma (0-1 in casa) e Fiorentina (3-0 al Franchi) che Urbano non ha mai digerito per motivi tecnici e di gestione della squadra.

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