Venerdì, 19 Gennaio, 2018

Revisori dei Conti abbandonano la Appendino

Sindaca Appendino durante minuto di silenzio per le vittime di Dacca Torino, scontro sul bilancio del Comune. Si dimettono i revisori dei conti: «Troppe pressioni»
Rufina Vignone | 12 Gennaio, 2018, 16:30

Lasciano quindi il loro incarico con un anno di anticipo i tre professionisti - il presidente Herri Fenoglio, Maria Maddalena De Finis e Nadia Rosso - che nel dicembre 2015, come da legge, sono stati estratti a sorte dalla prefettura in maniera tale da garantire la loro indipendenza dal potere politico-amministrativo. Il problema sarebbe quindi da imputare a una "assenza di collaborazione" e alle "pressioni ricevute, fonte di disagi operativi e di incomprensioni". Se però negli ultimissimi mesi dell'amministrazione di Piero Fassino targata Pd non ci sono stati scossoni, con la giunta e la maggioranza del consiglio comunale targata M5s gli scontri sono aumentati, forse anche per la delicata situazione finanziaria che Appendino ha trovato dopo il suo insediamento. "Prendiamo atto delle dimissioni". La giunta e l'ente che rappresento hanno sempre offerto la massima collaborazione.

"L'organismo di revisione in quanto organo di controllo è per definizione estraneo alle dinamiche politiche e deve essere dotato di supporto adeguato", inizia così la lettera di dimissione dei revisori dei Conti con la quale danno il loro "adieu" al Comune per le troppe "pressioni" e difficoltà nei rapporti con l'Amministrazione Appendino".

Il Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Torino ha rassegnato "le proprie irrevocabili dimissioni" in polemica con l'amministrazione Cinquestelle di Chiara Appendino, spiegando che "i noti accadimenti degli ultimi mesi hanno generato difficoltà nello scambio delle comunicazioni ed ostacoli nell'attività di raccordo tra la struttura organizzativa dell'Ente ed il Collegio dei Revisori e tra quest'ultimo e il Consiglio comunale". "Siamo sorpresi delle dichiarazioni dei revisori dei conti". Dal caso Ream, l'inchiesta della procura sulla caparra da 5 milioni non restituita a fine 2016 dal Comune, che vede indagati la sindaca e l'assessore al Bilancio Rolando, al bilancio consolidato, molti sono stati i momenti di frizione.

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