Sabato, 21 Aprile, 2018

Serracchiani detta ai sindaci il manuale di bon ton alla friulana

Giacca e cravatta. Agli uomini Giacca e cravatta. Agli uomini si consiglia il completo con qualche eccezione
Rufina Vignone | 11 Gennaio, 2018, 03:11

Le ultime delle 75 pagine dell'Abc si soffermano su aspetti più personali come l'uso delle posate a tavola, l'igiene personale.

La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha inviato a tutti i sindaci della regione da lei amministrata un breve vademecum invitando i primi cittadini a una corretta gestione dell'immagine pubblica, con tanto di consigli su come vestirsi, come mangiare e come presentarsi in pubblico. "Deve arrivare al ginocchio". Come se ci si rivolgesse a bambini maleducati. In tempi di magra poi, meglio non ostentare opulenza e quindi gioielli sobri. E mi raccomando: "niente calzini corti". Il libretto di 75 pagine, dal titolo Signor/a Sindaco.

La genesi dell'opera, per quanto ha potuto ricostruire Vanity Fair.it, non ha neanche a che fare con la Regione Friuli. La presidente Serracchiani nell'invio lo ha accompagnato con una lettera nella quale lo presenta come "un vademecum sul Cerimoniale e il Protocollo" in uso tra Enti territoriali, edito dall'Ancep, con l'auspicio che possa rappresentare un utile strumento di lavoro. Ecco, quei pochi minuti visti in Tv sono il frutto di anni di studi, mesi di protocolli e settimane di prove concordate dagli stessi cerimonialisti.

Autore, Giovanni Battista Borgiani, esperto in Cerimoniale e Protocollo Nazionale e Internazionale presso la Scuola Italiana per l'Organizzazione Internazionale (Sioi).

E entra anche nel dettaglio fornendo agli amministratori, in particolare ai sindaci che sicuramente non hanno un ufficio dedicato al cerimoniale, in che modo si gestisce la rappresentanza. A patrocinare il libro, la stessa Ancep: "Volevamo estendere la nostra conoscenza a quei sindaci di comuni magari piccolissimi, che si affacciano per la prima volta alle cerimonie istituzionali, per raccontare loro le simbologie della diplomazia", spiega il presidente dell'associazione Leonardo Gambo. I consigli spaziano dall'accoglienza degli ospiti all'esposizione delle bandiere, dai posti a tavola alla disposizione delle cariche pubbliche durante le cerimonie, dalla corrispondenza istituzionale al giuramento dei sindaci.

"Sottostimare la forma - si legge nella lettera di presentazione dell'iniziativa a firma di Serracchiani - è spesso sinonimo di involontarie gaffes o incomprensioni a livello di istituzioni: conoscere il linguaggio del Cerimoniale risulta utile per organizzare cerimonie o incontri, come ogni amministratore ha fatto o si troverà a fare nel corso del proprio mandato". Fuori da quegli incontri, ognuno faccia come pare.

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