Venerdì, 19 Gennaio, 2018

Arriva la tassa europea sulla plastica

Il pagamento dei sacchetti è solo l’inizio in arrivo la stangata della Ue sulla plastica Dopo i sacchetti in arrivo una tassa sulla plastica? E stavolta la vuole Bruxelles
Remigio Civitarese | 11 Gennaio, 2018, 21:28

Oggi molti dei rifiuti degli imballaggi in plastica sono, per tradizione, portati su mercati esteri, Cina in primis, per il recupero delle materie prime seconde e il processamento.

Una "tassa sulla plastica" per difendere "mari, animali, pesci, mammiferi e paesaggi" dall'inquinamento. Ciò in quanto, lo sanno tutti: ridurre il consumo della plastica è fondamentale per la sopravvivenza del nostro Pianeta e non c'è miglior modo di ridurre i consumi se non attraverso l'imposizioni di costi e tasse. Esatto ma, oltre alla nuova vita, saranno previste nuove tasse. Di conseguenza, quindi, ne calerà la produzione e il gettito finirà direttamente nelle casse del bilancio europeo, andando così a colmare in parte quel buco da 12-14 miliardi, la cui voragine si aprirà dopo la Brexit. La Commissione europea presenterà una proposta per l'introduzione di una tassa sulla plastica al fine di reperire risorse da destinare al bilancio europeo. A pagare sanno i consumatori (come già avviene per i sacchetti della spesa) o i costi graveranno sui produttori?

Si tratta di una 'strategia europea sulle plastiche', nell'ambito della politica per lo sviluppo di un'economia 'circolare' sostenibile e rispettosa dell'ambiente. "Il commissario ribadisce: "Noi utilizziamo e produciamo troppa plastica, che nonostante il riciclaggio finisce nei rifiuti", e dal 1 gennaio non va nemmeno più in Cina, dove "diventava giocattoli per bambini", Per questo Bruxelles ha pensato ad un modo "per disincentivare" la circolazione del materiale inquinante, che sia anche utile ai fini economici".

Dal 1 Gennaio però ci sarà un cambio di rotta: la Cina non ritirerà più i rifiuti plastici. Bruxelles sta ancora decidendo se il balzello andrà a colpire le componenti che si usano per produrla e se ci saranno esenzioni per i prodotti di uso più comune, ma la stangata sui consumatori finali, sui quali la tassa sarà sicuramente scaricata, è pressochè assicurata.

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