Martedì, 23 Gennaio, 2018

Evasione fiscale: spariscono 16 euro ogni 100 di tasse

Secondo la Cgia di Mestre in Italia 93,2 miliardi di euro evasione sono imputabili alle imprese e alle partite Iva Secondo la Cgia di Mestre in Italia 93,2 miliardi di euro evasione sono imputabili alle imprese e alle partite Iva
Remigio Civitarese | 10 Gennaio, 2018, 06:01

A rivelarlo l'ufficio studi della Cgia di Mestre sull'imponibile evaso in Italia. In questo caso il macro settore che più propende ad eludere il fisco è quello dei servizi professionali come le attività legali e la contabilità, nonché l'attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale. L'incidenza del nero attribuibile alle aziende sul totale del valore aggiunto prodotto dall'economia non osservata (207,5 miliardi nel 2015, ultimo dato disponibile) è dunque pari al 44,9%.

Le statistiche non mentono: 93,2 miliardi di euro mancano nelle casse del Fisco e sono dovute all'#Evasione Fiscale presente e di moda per lo più fra le aziende di liberi professionisti, in particolare chi possiede uno studio contabile, gli ingegneri, veterinari e altri simili professionisti. Un altro 37,3 per cento dell'evasione è riconducibile al lavoro irregolare (pari ad un valore aggiunto di 77,4 miliardi) e, infine, un ulteriore 17,8 per cento è ascrivibile alle attività illegali e ai fitti in nero (36,9 miliardi). Nella classifica segue la percentuale inerente al commercio all'ingrosso e al dettaglio, trasporti, e anche ristorazione al 12,8 per cento.

Il coordinatore dell'Ufficio studi dell'associazione artigiani e piccole imprese Paolo Zabeo ha dichiarato che "Per combattere questa piaga sociale ed economica la strada da percorrere è una sola: ridurre il peso del prelievo fiscale e rimuovere i numerosi ostacoli burocratici che condizionano, di fatto, coloro che ogni giorno fanno impresa".

La ripartizione geografica che registra la percentuale di rivalutazione del valore aggiunto sotto-dichiarato più elevata d'Italia (2) è il Mezzogiorno (7,6 per cento). A seguire il Centro (6,5%), il Nordest (6%), il Nordovest (5,4%). In altre parole: pagare meno per pagare tutti. "Purtroppo, esiste anche un'evasione di sopravvivenza, decisamente aumentata con la crisi, per cui non pagare le imposte ha consentito in questi ultimi anni la salvaguardia della continuità aziendale e dei posti di lavoro". A livello di singole regioni, invece, la quota più elevata è in Molise (8,4%), seguono Umbria, Marche e Puglia (8,3%), poi Campania (7,7), Abruzzo, Calabria (7,6), Sicilia e Toscana (7,3%). Diversamente, il Friuli Venezia Giulia (5,8%), il Lazio, la Lombardia, la provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano sono i territori che presentano un rischio evasione più contenuto.

Chi evade di più?

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