Mercoledì, 25 Aprile, 2018

Deneuve contro "ondata di puritanesimo": social divisi

Molestie Catherine Deneuve e donne francesi Molestie, Catherine Deneuve: «Lo stupro è un crimine ma difendiamo la libertà di importunare»
Zaira Scannapieco | 10 Gennaio, 2018, 13:48

A tal proposito si è espressa l'ex Ministra Ségolène Royal, che ha dichiarato senza mezze misure: "Peccato che la nostra grande Catherine Deneuve sottoscriva questo testo costernante". Al centro della scena, come testimonial, c'era lei: la Bella di giorno di Luis Buñuel, la "musa inquietante" di Roman Polanski in Repulsione, l'eroina western di Non toccare la donna bianca di Marco Ferreri. Così l'attrice Catherine Deneuve, insieme ad altre cento donne tra cui scrittrici, cantanti, giornaliste e accademiche ha aderito alla lettera aperta pubblicata da Le Monde, nella quale si condanna la caccia alle streghe in seguito allo scandalo Weinstein a Hollywood.

Il femminismo, secondo la Deneuve, non è "l'odio degli uomini e della sessualità. Tutti i pensieri di noi che abbiamo a cuore la libertà delle donne vanno alle vittime della violenza sessuale, schiacciate dalla paura di parlarne". Tutti concordano infatti sulle iniziative come #MeToo che hanno contribuito a far parlare molte donne riguardo gli abusi subiti, insieme a una "legittima presa di coscienza delle violenze sessuali esercitate sulle donne, in particolare in ambito professionale". Ma tutte altrettanto decise nel condannare che #metoo abbia "comportato, sulla stampa e sui social network, una campagna di delazioni e accuse pubbliche di individui che, senza che si lasci loro la possibilità di rispondere o di difendersi, vengono messi esattamente sullo stesso piano di violentatori".

Catherine Deneuve contro l'onda "puritana" seguita al caso Harvey Weinstein.

La lettera prosegue criticando l'aver gettato nel fango la vita di uomini a causa di "aver parlato di argomenti intimi duranti cene di lavoro o aver mandato messaggi di tipo sessuale a donne che non ricambiavano le loro attenzioni".

Deneuve e compagne aggiungono inoltre: "Noi difendiamo la libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale", siamo "abbastanza mature per ammettere che la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia, ma siamo anche sufficientemente accorte per non confondere il corteggiamento maldestro con l'aggressione sessuale". E così questi movimenti, invece di fortificare le ragioni delle donne, sono finiti ad assecondare gli interessi dei "nemici della libertà sessuale, degli estremisti religiosi, dei peggiori reazionari e di quelli che credono che le donne siano esseri umani a parte, bambini con il volto adulto, che pretendono di essere protette". E allora, parafrasando quel monellaccio di Woody Allen, l'ordine è uno, categorico e imperativo: "Provaci ancora, maschio!".

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