Domenica, 21 Gennaio, 2018

Pfizer abbandona la ricerca contro Alzheimer e Parkinson: risultati troppo scarsi

Anche la Pfizer annuncia lo stop alla ricerca su Parkinson e Alzheimer Pfizer: risultati scarsi, stop lotta a Parkinson e Alzheimer
Irmina Pasquarelli | 09 Gennaio, 2018, 14:45

E quest'anno dovrebbero partire i primi test per un vaccino per la prima malattia.

L'azienda riallocherà i fondi ad altri programmi di ricerca. Tra quelli su cui si puntava maggiormente erano una sorta di anticorpo prodotto nel 2012 grazie alla collaborazione con Johnson & Johnson ed Elan Pharmaceuticals, ma i risultati non sono stati quelli che ci si aspettava. Il colosso farmaceutico Pfizer Inc. non investirà più nella ricerca di nuovi farmaci per il trattamento delle malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson.

La decisione di Pfizer costerà nei prossimi mesi 300 posti di lavoro nei centri di Cambridge e Andover in Massachusetts e a Groton, in Connecticut. Di fronte al rischio concreto di arrivare comunque dopo la concorrenza (con tutto ciò che questo significa in termini di risposta del mercato e di ritorno degli investimenti), Pfizer ha dunque deciso il passo indietro, per concentrarsi su altre aree di ricerca, pur mantenendo aperta una finestra sulle neuroscienza, riconosciuta come "area di enorme bisogno insoddisfatto per i pazienti", con l'annuncio dell'intenzione di creare "un fondo di venture capital dedicato per sostenere gli sforzi continui di avanzamento sul campo".

Ma non dobbiamo temere: Pfizer ha dichiarato che non rinuncerà totalmente alla lotta contro le malattie neurodegenerative. Uno degli ultimi farmaci sperimentati, messo a punto dalla Eli Lilly, ha cercato per l'ennesima volta di contrastare la malattia, ma senza ottenere grandi risultati. Si tratta di due delle più importanti case farmaceutiche del mondo che danno l'addio alla speranza di una cura per decine di migliaia di persone. Attualmente i trattamenti terapeutici utilizzati offrono piccoli benefici sintomatici e possono parzialmente rallentare il decorso della patologia; anche se sono stati condotti centinaia di studi clinici per l'identificazione di un possibile trattamento per l'Alzheimer, non sono ancora stati identificati trattamenti che ne arrestino o invertano il decorso.

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