Mercoledì, 20 Giugno, 2018

Delitto di Chiaia: arrestato a Siviglia Luca Materazzo, accusato dell'omicidio del fratello

Delitto di Chiaia: arrestato a Siviglia Luca Materazzo, accusato dell'omicidio del fratello Delitto di Chiaia: arrestato a Siviglia Luca Materazzo, accusato dell'omicidio del fratello
Zaira Scannapieco | 06 Gennaio, 2018, 05:43

A sollecitare l'apertura di una indagine era stato nel 2014 Vittorio, convinto che il padre non fosse morto per cause naturali, ma in seguito a una violenta aggressione.

Luca Materazzo, 36 anni laureato in Ingegneria, è stato fermato a Siviglia, dove si era rifugiato e pare lavorasse come barista da quando in Italia era stato spiccato un mandato d'arresto a suo carico. Materazzo aveva svolto una ricerca su internet relativa alle località intorno a Siviglia. Rimane da stabilire intanto se l'interrogatorio si svolgerà dopo l'estradizione oppure se l'indagato verrà ascoltato direttamente in Spagna.

Il suo avvocato, Gaetano Inserra, qualche giorno dopo la decisione di Luca di rendersi irreperibile, ricorderà che "interrogato sull'omicidio del fratello Vittorio si è più volte proclamato innocente", ipotizzando che Luca potesse essere "spaventato dalle lungaggini giudiziarie o da una sentenza per omicidio che ormai già sembrava quasi certa". Non una semplice scomparsa, ma una vera e propria latitanza, secondo le convinzioni degli inquirenti che indagavano sulla morte violenta del fratello, il 51enne Vittorio Materazzo, ucciso il 28 novembre 2016.

9 su 10 da parte di 34 recensori Napoli. L'uomo fu colpito ed ucciso a sangue freddo con 40 coltellate nell'androne della sua abitazione, nel quartiere Chiaia a Napoli e della sua morte fu accusato proprio il fratello Luca, verso il quale era scattato un ordine di cattura il 21 dicembre dello stesso anno. Il gip della città partenopea aveva infatti stabilito una misura cautelare in carcere nel dicembre di due anni fa, con l'accusa di omicidio premeditato. In particolare, furono richieste mirate ricerche in Spagna, Francia e Inghilterra. Durante le indagini tutto il mondo relazionale di Materazzo era stato costantemente monitorato e scandagliato, costringendolo probabilmente ad isolarsi, a recidere ogni tipo di rapporto con parenti e conoscenti, per non consentire agli investigatori di localizzarlo.

Nelle prossime ore si decideranno le procedure per la consegna del latitante alle autorità italiane.

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