Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Tasso disoccupazione, nel terzo trimestre stabile all'11,2%: i dati Istat

Istat, record di occupati a termine: sono 2,8 milioni Lavoro, in terzo trimestre crescono posti, ma solo a tempo determinato
Remigio Civitarese | 07 Dicembre, 2017, 14:54

A riferire questi dati ci ha pensato l'Istat, che ha spiegato che il tasso disoccupazione risulta essere stazionario dopo due cali consecutivi.

Nel terzo trimestre dell'anno è cresciuto ancora il numero degli occupati, di circa 79 mila unità, ma l'incremento si deve prevalentemente ai dipendenti a termine, che risultano 2 milioni e 784 mila, il dato più alto dall'inizio della serie, avviata nel quarto trimestre del 1992. In effetti, secondo l'istituto, le persone al lavoro sono aumentate di 79mila unità rispetto ai tre mesi precedenti (+0,3%) e di 303mila (+1,3%) sul 2016. Quindi si tocca il valore massimo da almeno 24 anni.

I disoccupati si attestano a 2 milioni 909 mila, anche qui pressoché stabili sul trimestre precedente (+0,1%). Rispetto all'anno prima, invece, la disoccupazione è diminuita di 0,4 punti. Analizzando le diverse fasce d'età, si rilevano diminuzioni sia per i 15-24enni (tasso al 32,3%, -2,2 punti su base annua) che per i 25-34enni (al 15,9%, -1,3 punti). I lavoratori dipendenti a termine sono cresciuti del 3,9% rispetto al secondo trimestre, quando erano 2,679 milioni, e del 13,4% sul terzo quarto dello scorso anno, quando si erano attestati a 2,445 milioni. Il tasso di occupazione, pari al 58,1%, risulta il più alto dal primo trimestre del 2009. Il tempo parziale aumenta soprattutto nella componente volontaria. Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente, recuperando, appunto, i livelli post-recessione, come dimostra anche il numero assoluto delle persone con un lavoro, pari a 23 milioni 74 mila (anche qui un nuovo massimo, il valore più alto dalla fine del 2008). Nel report viene evidenziato pure che è tornata a crescere l'occupazione per i giovani 15-34 anni e il relativo tasso di occupazione, sia in termini tendenziali sia congiunturali. L'Istat registra invece tra gli indipendenti una contrazione di 99 mila unità, sempre nel confronto annuo. Infine, l'Istat ha rilevato una riduzione delle persone che vengono classificate come inattive. Nonostante diminuiscano di 100mila unità gli "scoraggiati", la loro categoria resta elevatissima, pari a 1 milione 651 mila.

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