Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Pietro Grasso nuovo leader della sinistra

Anna Stella  AGF Anna Stella AGF
Rufina Vignone | 07 Dicembre, 2017, 09:12

La presidente di 'Uguali e Partecipi', l'avvocata Flavia Odoroso, ha sottolineato attraverso una lettera che "a scanso di equivoci (se non accuse di plagio) occorre precisare che già esiste un movimento socio-politico di ispirazione cristiana chiamato, come da atto costitutivo, 'Uomini nuovi per una società di Uguali e Partecipi' o 'UeP', 'Uguali e Partecipi', dal che si potrebbe ipotizzare una presunta parziale copiatura del logo che lo rappresenta".

Ecco perché oggi, sabato 2 dicembre, e domani, domenica 3 dicembre, si assisterà a degli inediti storici nella vicenda secolare della sinistra italiana. Dove sono tutti coloro che hanno militato in questi anni, dando corpo e senso a forze politiche plastiche? Quando Pietro Grasso, leader o quanto meno uomo immagine della nuova formazione conclude il suo intervento all'assemblea nazionale scandendo per tre volte la frase "liberi e uguali", i militanti si sciolgono in un applauso liberatorio. Tasse più giuste e progressive, una vera parità di genere.

Siamo a un livello di scollamento e di rottura incredibile, che magari qualcuno vuol fare passare per "dialettico", come il silenzio di Dario Franceschini e altri dirigenti Pd al tirassegno su Renzi.

Insomma, adesso Grasso è un vigilato speciale nel suo ruolo di seconda carica dello Stato: del resto il suo passo è un unicum assoluto nella storia della Repubblica che non trova paragoni neanche in Giovanni Spadolini che, eletto presidente del Senato, nel 1987 si dimise dalla carica di segretario del Pri. E Grasso si è guardato bene da evocare le bandiere della sinistra radicale come la reintroduzione dell'articolo 18 cancellato per i nuovi assunti dal Jobs act. E sarebbe un errore immaginare che il Pd e la nuova "cosa rossa" potranno rincontrarsi il giorno dopo le elezioni per la formazione del governo: per ragioni politiche e anche per ragioni inerenti al nuovo sistema elettorale, il Rosatellum. Ora però ci sarà un effetto Grasso., è inevitabile. L'impressione è che questa grande adunata dell'Eur sia un fatto quasi emergenziale e una manovra per liquidare l'attuale impasse della sinistra. Il suo disegno è stato quello di distruggerlo per lasciare campo libero al centro destra berlusconiano e con la possibilità, essendosi liberato dell'area che si richiama alla sinistra storica, di potersi alleare senza patemi d'animo, con il centro destra e raggiungere la maggioranza per governare il Paese. Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema. Ci sarebbe la rivolta interna, lo scontento nel partito si salderebbe in qualche modo al "rancore generale" di cui parla il rapporto del Censis e alla disillusione di una società che la crisi finanziaria ed economica ha messo a soqquadro, anche dopo "l'infarto" ( termine usato da Paolo Mieli) del 1992. Da regolamento interno del Pd, infatti, ogni parlamentare deve versare ogni mese 1.500 euro nelle casse del partito, ma in realtà non tutti gli eletti lo fanno regolarmente dunque nel corso delle legislature si accumulano delle pendenze.

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