Lunedi, 11 Dicembre, 2017

Gerusalemme: scontri a Gaza e in Cisgiordania

Trump dichiara Gerusalemme capitale di Israele. Palestinesi in protesta Ambasciata Usa a Gerusalemme: preoccupazione in tutto il mondo
Rufina Vignone | 07 Dicembre, 2017, 20:49

Il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di riconoscere "Gerusalemme capitale di Israele " e ha difeso la sua scelta come "un nuovo inizio nel processo di pace israelo-palestinese" è l'inizo di un "nuovo approccio" ha detto. In passato gruppi militanti islamisti come al Qaeda, Hamas e Hezbollah hanno provato a sfruttare la questione sensibile di Gerusalemme per i musulmani per alimentare un sentimento anti Israele e anti Usa.

Un nodo rimasto irrisolto Ma perchè Trump è voluto partire subito da Gerusalemme? "Le aspirazioni di entrambe le parti devono essere soddisfatte e una via deve essere trovata attraverso i negoziati per risolvere lo status di Gerusalemme come futura capitale dei due Stati", sostiene in una nota l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini. "E da ultimo, con questa decisione, altrettanto in maniera propagandistica, Trump vuole segnalare ai palestinesi che, ottenuto un risultato così simbolico ma comunque importante nell'interpretazione israeliana, adesso il governo Netanyahu dovrebbe essere pronto a concedere soddisfazione ai palestinesi in vista di un negoziato di pace, che però rimane del tutto aleatorio". Nessun Paese ha al momento la sua ambasciata a Gerusalemme.

Tre dimostranti palestinesi, poi, sono rimasti feriti dal fuoco di militari israeliani quando stamane la manifestazione di protesta a cui partecipavano presso Khan Yunes (Gaza) ha raggiunto i reticolati della linea di demarcazione della Striscia con Israele. Yitzhak Rabin, primo ministro israeliano e Nobel per la pace, non è stato ucciso da un cristiano, da un musulmano, da un indù, ma da un ebreo. Trump non ne ha fatto parola. I manifestanti, tra Gaza e la Cisgiordania, stanno dando alle fiamme bandiere americane e israeliane, così come poster di Trump e Netanyahu. "Il nostro popolo palestinese, ovunque, non permetterà che questa cospirazione passi, e le loro opzioni per la difesa della loro terra e dei loro luoghi sacri sono aperte", ha dichiarato il capo di Hamas, Ismail Haniyeh.

Il re di Giordania Abdallah e il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi hanno espresso direttamente al presidente americano tutta la loro contrarietà mettendolo in guardia dalle conseguenze pericolose in tutta la regione. Il professor Bartoli, esperto in risoluzione dei conflitti e diplomatico per oltre venti anni, legge nelle decisioni di Trump "un'occasione per la politica di sperimentare strade e percorsi creativi di pace e di convivenza rispettosa". E in Israele siede un governo composto da gente contraria a qualsiasi concessione per la nascita di due Stati. La paura molto diffusa anche in tutte le cancellerie occidentali è che il già precario equilibrio in Medio Oriente possa incrinarsi definitivamente per questa scelta.

A complicare il quadro, la continua danza delle alleanze tra i Paesi arabi della regione, con il tentativo americano, a fidarsi dei commentatori, di isolare ancora di più l'Iran sciita e esasperarne la distanza dall'Arabia Saudita, sempre più vicina a Israele negli ultimi periodi.

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