Lunedi, 11 Dicembre, 2017

Centrosinistra diviso, Prodi: "Pisapia ha capito che non era cosa"

Romano Prodi sull'addio di Pisapia a Renzi: Prodi: "Pisapia non si è dimesso. Mancavano le motivazioni"
Rufina Vignone | 07 Dicembre, 2017, 20:49

"Non tutte le frittate finiscono con il venir bene.". Lo dice Romano Prodi a un incontro a Romariferendosi alla situazione del centrosinistra dopo gli sviluppidi ieri.

"Pisapia non si è dimesso, ha constatato che non c'erano motivazioni sufficienti per andare avanti". "D'altra parte, ragazzi, il problema qui è che bisognerebbe ricominciare daccapo". Il processo va avanti, si tenterà di nuovo perché secondo me è un processo importante e utile al Paese. Io a suo tempo non ho inventato un granché ma c'era un disegno preciso di mettere insieme forze e contenuti. Mi criticarono per il programma di 400 pagine, ma quello di 140 lettere (riferimento neppure troppo velato alla passione per Twitter di Matteo Renzi, ndr) non è molto più soddisfacente. Un programma politico può anche essere di sei volumi. Perché i tedeschi ci mettono sei mesi a fare il programma di governo? "E questo mi dispiace", ha concluso.

Quanto al fatto che la non ricandidatura di Alfano possa riavvicinare ex berlusconiani al centrodestra, il segretario della Lega ha risposto: "L'unico limite che ho messo alle candidature nel centrodestra è per chi ha o sta ancora governando insieme al centrosinistra, perché se lo sta facendo da anni vuol dire che ha scelto". Stare all'uscio non è mica bello: si dà noia, si producono equivoci. Ma Prodi continua nella sua ricerca di una tessitura, tanto che anche stamni ha nuovamente incontrato Fassino. "Mi rammarico della decisione di Giuliano Pisapia ma resta intatta la nostra volontà di dare corso ad una coalizione di centrosinistra aperta, plurale e inclusiva".

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