Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Agcom diffida Amazon: "Regolarizzare i servizi postali"

L'Agcom diffida le società del gruppo Amazon: “Svolgono un servizio postale senza averne titolo” Perchè Agcom ha diffidato Amazon
Carmela Zoppi | 07 Dicembre, 2017, 01:17

A fronte di questa dichiarazione, l'Agcom è intervenuta diffidando le società facenti capo attorno al gruppo Amazon (Amazon Italia Logistica Srl, Amazon City Logistica Srl) a regolarizzare la propria posizione con riferimento al possesso dei titoli abilitativi necessari per lo svolgimento di attività qualificabili come servizio postale.

Secondo i calcoli di Bruxelles, "tre quarti dei suoi profitti non sono stati tassati" grazie ad un accordo fiscale stretto nel 2003 e prolungato nel 2011, ha spiegato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager: il Lussemburgo ha consentito ad Amazon di pagare "quattro volte in meno di tasse rispetto ad altre società" residenti nel Paese, "senza alcuna giustificazione valida".

Il servizio di consegna pacchi di Amazon è configurabile come servizio postale e dunque il colosso di Seattle dovrà essere mettersi in regola secondo le normative di settore.

"In base alle informazioni e dagli elementi acquisiti, l'Autorità rileva che il servizio di recapito ai destinatari dei prodotti acquistati sul c.d. marketplace, è offerto e gestito sul territorio nazionale da società riconducibili ad Amazon EU Srl", dice una nota AgCom.

Ovviamente, per fare questo, Amazon avrà degli obblighi.

Agcom chiede quindi ad Amazon di essere in regola con le condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale, di rispettare le contrattazioni collettive di lavoro di riferimento vigenti nel settore postale, di essere in regola con gli obblighi contributivi per il personale dipendente impiegato e l'adozione della carta dei servizi nei confronti degli utenti.

Ora, la diffida del Garante richiede che Amazon ottemperi entro 15 giorni, ma l'elemento di maggiore interesse non è tanto il tema dell'adeguamento e dei costi per registrarsi come operatore postale (614 euro), bensì gli effetti collaterali sui contratti dei lavoratori.

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