Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Esclusione sociale e povertà, azioni sempre più condivise

Esclusione sociale e povertà, azioni sempre più condivise Risale il reddito ma crescono le diseguaglianze, al Sud quasi 1 su 2 è a rischio povertà
Remigio Civitarese | 06 Dicembre, 2017, 15:24

Quasi un italiano su tre è a rischio povertà o esclusione sociale.

L'atto sottoscritto oggi si inserisce nel quadro delle azioni intraprese dall'Amministrazione per migliorare azioni di contrasto alla povertà e per rafforzare la rete delle varie realtà presenti sul territorio impegnate a dare vita a condizioni di inclusione sociale, nonché a sviluppare azioni per accrescere e monitorare i progetti, a livello individuale, promossi attraverso il reddito di inclusione.

Nel 2016 in Italia l'Istat stima in oltre 18 milioni le persone a rischio povertà o esclusione sociale. L'Istituto di statistica evidenzia inoltre un peggioramento rispetto al 2015: la percentuale è passata infatti dal 28,7% al 30%. Il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015). Le famiglie con cinque o più componenti si confermano le più esposte al rischio di povertà o esclusione sociale (43,7% come nel 2015), ma è per quelle con uno o due componenti che questo indicatore peggiora. L'Istat rileva come la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata. Al contrario, diminuiscono l'esposizione al rischio di poverta' o esclusione sociale (da 23,5% a 22,1%) e l'indicatore di bassa intensita' lavorativa (da 4,9% a 4,4%) tra coloro il cui reddito principale familiare e' costituito da lavoro dipendente. Il reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, è pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014).

Metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.522 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Sempre secondo l'Istat "aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (passando dall'11,7% al 12,8%,)". I paesi dove i redditi sono in assoluto distribuiti in modo più diseguale sono Romania, Lituania e Bulgaria. Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%).

L'aumento mediano cresce in maniera significativa nel mezzogiorno (+ 2,8% rispetto al 2014) quindi quasi più del doppio rispetto alla media nazionale anche se rimane su un volume molto inferiore (20.557 euro, 1713 mensili). Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione. Stiamo parlando di oltre 18 milioni di cittadini (18.136.663 per la precisione), un dato che supera di oltre 5 milioni il target previsto.

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