Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Ocse: i giovani italiani in pensione a 71 anni

Eco - Italia e pensioni, per l' Ocse è effettiva a 63 anni L'allarme dell'Ocse: i giovani italiani andranno in pensione a 71 anni
Remigio Civitarese | 05 Dicembre, 2017, 16:50

"In media, nei Paesi dell' Ocse, l'età normale della pensione passerà, secondo le attuali legislazioni, da 64,3 anni a 65,8 anni per gli uomini e da 63,4 anni a 65,5 anni per le donne": è quanto si legge nel Panorama Pensioni Ocse 2017. Si esce quindi abbondantemente prima dei 63 anni. Secondo le ultime stime, la futura età pensionabile andrà dai 60 anni del Lussemburgo, Slovenia e Turchia ai 74 anni della Danimarca. "Nell'Ocse" - si conclude nel documento - "solo Danimarca e Olanda avranno un'età pensionistica sopra i 70 per i nati nel 1996, contro una media Ocse di 65,8 anni per gli uomini e 65.5 anni per le donne".

L'OCSE rileva come si verificherà un aumento dell'età di pensionamento in metà dei Paesi membri, con sistemi che la agganciano all'aspettativa di vita in 6 casi tra cui l'Italia (oltre a Danimarca, Finlandia, Olanda, Portogallo e Repubblica Slovacca). In media nell'area il divario tra età legale ed effettiva di uscita per pensionamento è di 0,8 anni per gli uomini e di 0,2 anni per le donne.

In Italia "aumentare l'eta' di effettivo pensionamento dovrebbe continuare ad essere la priorità' per garantire adeguati benefici pensionistici senza mettere a rischio la sostenibilità' finanziaria", scrivono gli esperti dell'Ocse. Per l' Ocse, ciò "significa che gli individui passeranno nell'insieme più tempo in pensione rispetto alla durata di vita attiva".

Un ventenne italiano che inizi a lavorare oggi potrà andare in pensione solo a 71,2 anni e in tutta l'Ocse solo in Danimarca c'è una aspettativa di età di pensionamento futura più elevata.

Ocse raccomanda una maggiore flessibilità in vista dell'età pensionabile e dice per la sfida per il Paese "consiste nel limitare la spesa pensionistica a breve e medio termine e affrontare i problemi di adeguatezza per i futuri pensionati". Per l'organismo parigino, inoltre, al di là delle riforme previdenziali, "è molto più efficace concentrarsi su misure di prevenzione contrastando le ineguaglianze il più presto possibile".

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