Sabato, 18 Novembre, 2017

Libia: migranti venduti all'asta come schiavi. ONU: respingimenti UE disumani

Migranti, per l'Onu è Libia: Onu boccia accordo con UE, politica intercettazioni e' “disumana”
Rufina Vignone | 14 Novembre, 2017, 20:22

Gli osservatori dell'Onu in Libia, prosegue, "sono rimasti scioccati da ciò che hanno visto: migliaia di uomini denutriti e traumatizzati, donne e bambini ammassati gli uni sugli altri, rinchiusi dentro capannoni senza la possibilità di accedere ai servizi più basilari". "La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità".

L'Alto commissario delle Nazioni Unite ai diritti umani, Zeid Raad al Hussein, ha denunciato il deterioramento delle condizioni di detenzione dei migranti in Libia, giudicando "disumana" la cooperazione dell'Unione Europea con questo Paese.

"Gli interventi crescenti dell'Ue e dei suoi stati membri non sono finora serviti a ridurre il numero di abusi subiti dai migranti" ha detto Zeid. "Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a episodi di schiavitù moderna, uccisioni, stupri e altre forme di violenza sessuale pur di gestire il fenomeno migratorio e pur di evitare che persone disperate e traumatizzate raggiungano le coste dell'Europa". "La comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi sugli inimmaginabili orrori vissuti dai migranti in Libia e sostenere che la situazione non può essere risolta che migliorando le condizioni di detenzione", ha dichiarato Zeid, affermando che "la politica dell'Ue che consiste nell'aiutare la guardia costiera libica e intercettare e respingere i migranti è disumana".

Il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani ha fatto sapere che "molto probabilmente, domani sarà presa la decisione ufficiale di inviare una delegazione del parlamento europeo in Libia per verificare la situazione" che definisce "assolutamente inaccettabile".

Quadro confermato anche da un reportage della CNN nel quale si scopre che in Libia avvengono delle verie e proprie aste di esseri umani, come all'epoca della tratta degli schiavi. "900, 1.100... venduto per 1.200 dinari", dice l'uomo che mette all'asta un giovane.

Il filmato è stato girato nell'agosto 2017 in una località sconosciuta della Libia da un contatto locale di Cnn e inviato ai giornalisti autori dell'inchiesta, che ne hanno verificato l'autenticità.

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