Domenica, 19 Novembre, 2017

Italia, la 'promessa' di Ventura: "Dimissioni? Sì". Ma è giallo 3176 14-11

Italia - Svezia, Ventura: Ventura: “Non mi sono dimesso. La mia colpa? Aver perso 1-0 senza aver subito un tiro”
Elettra Stolfi | 14 Novembre, 2017, 19:34

"Si dimette o no?". Si aspettavano le dimissioni di Ventura, invece non sono arrivate, ma la Federazione con tutta probabilità darà il benservito al tecnico. A rivelarlo è stato il giornalista di Sky Sport Alessandro Alciato. Valida anche l'opzione Antonio Conte, che potrebbe dire addio al Chelsea a fine stagione.

Botta e risposta fra l'inviato delle Iene e il commissario tecnico della Nazionale, Gian Piero Ventura. Nel dopo partita, alcuni senatori della Nazionale gli avrebbero fatto pesanti critiche.

"La partita di stasera ha confermato che il gruppo c'è, altrimenti non fai 90 minuti in questa maniera". Il ministro dello Sport Luca Lotti ha sottolineato la necessità di "rifondare tutto il calcio, mentre il numero uno del Coni, Giovanni Malagò ha parlato direttamente di dimissioni. Come sapete è padrone di assumersi le responsabilità, ma se fossi in lui mi dimetterei" ha spiegato Malagò.

Possiamo addossare le colpe ai giocatori, all'allenatore, ai preparatori, agli arbitri ma non faremo altro che rimanere impantanati in quello che ormai siamo, come nella politica non siamo in grado di cambiare, non vogliamo rivoluzionare quello che non funziona e continuiamo a provare a rattoppare laddove non c'è più stoffa. Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, i campionati o per gravi irregolarità amministrative.

Tutti quelli che, in queste ore, puntano il dito contro i poveri diavoli che non hanno messo la palla in rete, sappiano che anche Cristiano Ronaldo, con la sua bella bacheca folta, avrebbe fatto la stessa cilecca di un Bernardeschi qualunque agli ordini dell'incompetenza di Ventura; nessuno, poi, venga a parlare di mancanza di motivazioni e svogliatezza, perché per quanto a correre ci vadano undici milionari, la loro abnegazione e ambizione - a meno che non stiamo parlando di casi degni del lettino di Freud, leggasi Mario Balotelli - superano in realtà quella dei tifosi stessi, il cui tifo - a differenza del loro lavoro - non farà mai storia.

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