Domenica, 19 Novembre, 2017

Milano, la 'trasformazione' di Fatma espulsa perché radicalizzata

Una ragazza egiziana di 22 anni espulsa da Milano: “In contatto con l'Isis e pronta ad azione suicida” Ragazza pronta a farsi esplodere a Milano: espulsa d'urgenza dall'Italia
Rufina Vignone | 13 Novembre, 2017, 20:48

La giovane da qualche mese aveva intrapreso un percorso di radicalizzazione. La donna è stata identificata in Fahmy Fatma Ashraf Shawky nata il 3 giugno 1995 Giza (Egitto), residente nel quartiere Gratosoglio insieme ai genitori e a tre fratelli minori. I poliziotti della Digos di Milano hanno però osservato che aveva manifestato in più occasioni, online, l'intenzione di recarsi nei territori del Daesh per fornire il suo contributo al jihad.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Digos, la giovane era in contatto con un membro dell'Isis, al quale prima avrebbe chiesto di poter raggiungere la Siria per combattere per lo stato Islamico, ma per le evidenti difficoltà di realizzazione del piano, avrebbe poi offerto la sua disponibilità a collaborare per la realizzazione di un attentato suicida in Italia, senza però ricevere risposte dai suoi interlocutori.

Gli agenti si sono recati a casa della 22enne per effettuare una perquisizione ed interrogare la ragazza.

La successiva attività di analisi del materiale informatico sequestrato alla donna, in particolare il tablet utilizzato per la navigazione, ha dato conferma dell'assunto investigativo. Lei ha subito ammesso di avere avuto effettivamente l'intenzione di recarsi in Siria e, dopo un lungo mutismo, anche di aver avuto contatti (via internet) con esponenti dell'Isis. Il decreto di espulsione è stato emesso dal Ministero dell'Interno e la sua esecuzione immediata è stata disposta dal questore di Milano, Marcello Cardona.

Sono invece numerose le chat relative all'organizzazione del suo viaggio verso la Siria, via Turchia, con l'invio svariate volte, di foto tessera e copie dei propri documenti di identità al fine di predisporre falsi documenti necessari a consentirle di raggiungere i territori allora occupati dal Califfato.

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