Sabato, 18 Novembre, 2017

Mafia, blitz a Palermo nell'enclave di Cosa Nostra

Mafia, commercianti confermano richieste di pizzo: diciassette arresti al Borgo Blitz in enclave Cosa nostra, 17 arresti
Rufina Vignone | 10 Novembre, 2017, 13:49

Operazione antimafia questa mattina nel quartiere Borgo Vecchio a Palermo. I carabinieri hanno arrestato 17 persone per associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizioni. L'attività d'indagine rappresenta la prosecuzione di pregresse operazioni condotte nei confronti degli affiliati al mandamento mafioso di Porta Nuova, quali Pedro (luglio 2011), Hybris (dicembre 2011), Panta Rei 1 e 2 (dicembre 2015 e novembre 2016), ed ha permesso la disarticolazione dell'attuale organigramma della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, individuandone gli assetti e le relative dinamiche attraverso le numerose attività di intercettazioni audio/video ed il contributo di due collaboratori di giustizia, ex esponenti apicali del predetto sodalizio criminoso.

In particolare, grazie al rinvenimento del "libro mastro" e l'acquisizione di numerose prove, sono state ricostruite 14 estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti di Borgo Vecchio, costretti a versare somme di denaro per evitare ritorsioni che, in alcuni casi, sono avvenute e sono state documentate dai militari. Nel 2015 infatti, in seguito alla decisione di collaborare con la giustizia di Francesco Chiarello, i fratelli Domenico e Giuseppe Tantillo, reggenti del clan, ottennero dai vertici dell'organizzazione mafiosa di Porta Nuova, l'autorizzazione ad individuare il loro erede designato. Scarcerato due anni fa, Il boss, secondo gli inquirenti, si sarebbe servito di Fabio Bonanno, Salvatore D'Amico, Luigi Miceli e Domenico Canfarotta per curare il sostentamento economico dei familiari dei detenuti, il controllo della piazza di spaccio e, come detto, le estorsioni nel territorio di competenza mafiosa. I commercianti sono stati sentiti e hanno confermato le imposizioni di cosa nostra. Sono state sequestrate anche diverse attività commerciali riconducibili a cosa nostra, intestate a prestanome ed avviate, in diversi punti della città, mediante il riciclaggio di proventi illeciti.

Infine sono stati individuati gli autori di una rapina commessa la sera del 26 giugno 2011, all'interno di un'abitazione del quartiere Borgo Vecchio, in cui una vittima e' stata ferita a colpi d'arma da fuoco: non era stata autorizzata e, quindi, i responsabili erano stati pestati dagli esponenti del mandamento mafioso di Porta Nuova e dagli stessi vertici della cosca di Borgo Vecchio.

Di Stasio conclude citando Borsellino: "A noi tutti cittadini di questa stupenda terra, ai commercianti e agli imprenditori, i quali hanno interpretato le gesta e le parole del Giudice Paolo Borsellino "è normale che esista la paura in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio", esprimo la mia gratitudine per essersi affidati allo Stato, continuando a denunciare gli estortori".

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