Sabato, 18 Novembre, 2017

Il "mea culpa" di Renzi. "Premier fidato? Uno è Gentiloni"

Resa dei conti nel Pd: il candidato premier sarà Paolo Gentiloni
Rufina Vignone | 10 Novembre, 2017, 12:32

Il segretario Pd dice di condividere le riflessioni di Franceschini che in un'intervista al Corriere della Sera sostiene che si deve raggiungere "in due settimane", "un'alleanza tra le forze che stanno oggi nel campo del centrosinistra, da costruire in vista delle elezioni politiche", come ha fatto Berlusconi. "Non ho ansia di tornare a occupare la poltrona, ho l'incubo che si ritorni al meno 2% sul Pil". Renzi ha risposto: "Mi auguri che quella sentenza lo rimetta in partita, che posa tornare in campo".

Il futuro premier? "E' una discussione sterile perché il potenziale premier lo decide il Parlamento e dico purtroppo, non essendo passata la riforma costituzionale. lo sceglie il presidente della Repubblica che dà un incarico". Intanto boom di ascolti per il leader dem: 9,13% di share per Matteo renzi.

Ecco che alla domanda sulle possibili alleanze con Mdp e il resto della sinistra afferma: "Io non pongo veti a nessuno". L'offerta che fanno al segretario comincia a somigliare molto ad una di quelle che, come si dice, "non si possono rifiutare". Qual è la proposta di D'Alema? "L'accontenterei, ma mi sembra un poco eccessivo", ha detto Renzi. Dopo il flop in Sicilia, utilizza la sua e-news per dire che "per farmi fuori hanno studiato vari modi: le prove false di Consip, le polemiche sulle banche, le accuse sulla mancata crescita.". "Dopo 25 anni sono tornati Blade Runner, Twin peaks, Trainspotting. capisco che anche Berlusconi abbia pensato a una versione restaurata". Twin peaks e Trainspotting. "Io da premier ho sbagliato nell'approccio: ho dato l'impressione di essere molto attento ai poteri importanti anche se davo tanta attenzione agli altri luoghi del Paese. Ricordo che nel 2014, quando sono arrivato a Palazzo Chigi, Obama in una telefonata mi ha detto 'farete la fine della Grecia se non cambiate'". E' un problema di comunicazione mio. "A Di Maio - aggiunge - avrei chiesto perché Di Maio che è sempre in tv, su 25mila votazioni in Parlamento ha partecipato al 30 per cento delle votazioni in Aula, Giachetti ha l'86 per cento di presenze". Il segretario dem è determinato a 'rottamarè l'establishment che secondo lui ha portato alla rovina istituti come Monte Paschi e gli istituti veneti. "Se uno ha paura di stare contro le burocrazie ha gli scheletri nell'armadio, i non ne ho e voglio la verità".

"Penso che la vicenda delle banche sia uno della tante in cui le falsità che girano in rete hanno creato un'immagine falsata. Lo ha fatto un anno fa con Gentiloni e ha funzionato, ha fatto bene al partito, al Paese e a Renzi stesso". "Tutti zitti i controllori, tutti zitti i giornalisti, tutti zitti gli opinionisti...", ha detto Renzi a La7 a proposito del caso Visco-Bankitalia. Altro che vicino ai poteri forti, rimarca, "sono stato io ad accusare per primo Bankitalia e l'unico rapporto con le banche che ho è per due mutui accesi a Firenze". Per il governatore pugliese, "il ragionamento che forse" Renzi "sta facendo", è che "se dovessimo perdere le elezioni, anche se dovessi avere distrutto tutto il fronte del centrosinistra, io porto a casa come minimo il 15-20%, mi porto un po' di deputati amici miei e in qualche maniera mi sono difeso".

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