Sabato, 18 Novembre, 2017

Caos Tari, imposta gonfiata: per anni l'abbiamo pagata il doppio

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Remigio Civitarese | 10 Novembre, 2017, 18:52

E' stato scovato, infatti, un errore nel calcolo della Tari, relativo alla quota variabile in aggiunta alla quota fissa, scatenando l'ira dei consumatori, ora ovviamente sul piede di guerra minacciando azioni collettive. La parte fissa dipende da quanto è grande la casa: è in proporzione ai metri quadrati dell'abitazione. Lo ha detto il sottosegretario all'Economia, Pier Carlo Baretta, rispondendo ad un'interrogazione del deputato grillino Giuseppe L'Abbate.

Quindi, la parte variabile della tariffa va comunque conteggiata una sola volta, considerando l'intera superficie dell'utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze. Per questo il Movimento Difesa del Cittadino ha parlato di "truffa" ai danni dei contribuenti: l'associazione ha lanciato la campagna 'SOS Tari' per chiedere i rimborsi ai Comuni che avrebbero applicato la tassa rifiuti ingiustamente maggiorata. I Comuni, invece, moltiplicavano la quota variabile per tutte le pertinenze della casa, con il risultato che la bolletta era quasi raddoppiata. Come se la presenza di garage e cantina moltiplicasse la capacità degli abitanti di produrre rifiuti. Ma le pertinenze non accrescono la quantità d'immondizia prodotta da una famiglia.

Stando ai primi calcoli del Sole 24 Ore l'aggravio dei costi è enorme: per una famiglia di quattro persone che vivono in un appartamento da 100 metri quadrati con box e cantina, il calcolo corretto della Tari sarebbe di 391 euro all'anno, mentre quello illegittimo la gonfia fino a 673 euro.

Tassa sui rifiuti gonfiata per errore e pagata per anni più del doppio.

Ancora non si conoscono con precisione i comuni interessati, ma da indiscrezioni si evince che la serie di errori sarebbe stata commessa dai comuni di Milano, Genova, Ancona, Catanzaro, Cagliari e Napoli.

La regola generale, chiarisce Baretta, si deduce da un regolamento (articolo 17, comma 4, del Prototipo di Regolamento per l'istituzione e l'applicazione della Tares) applicabile anche alla Tari con riferimento ai fruitori delle utenze domestiche. Per aderire basta inviare una mail alle sedi locali: l'associazione si occuperà di verificare gli avvisi di pagamento e inviare l'istanza di rimborso al municipio competente. Diversamente, si può impugnare l'avviso di accertamento del tributo, entro 60 giorni dalla notifica effettuata dal Comune, presentando ricorso alla Commissione tributaria provinciale.

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