Sabato, 18 Novembre, 2017

Rapporto Svimez: il Mezzogiorno aggancia la ripresa

Svimez il Mezzogiorno resta agganciato alla ripresa Economia, tutto il Mezzogiorno cresce tranne l'Abruzzo (-0,2%)
Remigio Civitarese | 08 Novembre, 2017, 10:21

La crescita del Pil nelle regioni del Sud è stata maggiore che nel Centro-Nord nel 2016 con un aumento al Mezzogiorno dell'1%, laddove nel Centro-Nord è stato pari a +0,8%.

Nello specifico delle singole Regioni meridionali, il Pil 2016 piu' performante e' quello della Campania (+2,4%), seguita da Basilicata (+2,1%), Molise (+1,6%), Calabria (+0,9%), Puglia (+0,7%), Sardegna (+0,6%), Sicilia (+0,3%), Abruzzo (-0,2%). E' quanto emerge dal Rapporto Svimez 2017 sull'economia del Mezzogiorno.

Nel 2016 il prodotto per abitante e' stato nel Mezzogiorno pari al 56,1% di quello del Centro Nord (66% di quello nazionale). Infine, nel terziario il valore aggiunto del Mezzogiorno con +0,8% ha superano quello del Centro Nord (+0,5%).

L'industria manifatturiera meridionale è cresciuta al sud nel biennio di oltre il 7%, più del doppio del resto del Paese (3%); influiscono positivamente le politiche di sviluppo territoriale mentre restano le difficoltà delle imprese del Sud ad accedere agli strumenti di politica industriale nazionale. "Prendiamo atto che il Mezzogiorno non è un vuoto a perdere - ha aggiunto Arcuri - ma per rendere la crescita strutturale c'è bisogno di mettere mano ad alcuni nodi che il Rapporto Svimez delinea bene e che hanno a che fare con il crescente profondo gap infrastrutturale e con questo nuovo dualismo geografico con i giovani meridionali acculturati che vanno via e i meridionali che rimangono, trovano lavoro, ma a reddito basso".

Secondo la SVIMEZ, l'aumento del PIL meridionale mostra i primi segni di solidità: il recupero del settore manifatturiero, cresciuto del +2,2%, la ripresa dell'edilizia (+0,5%), il positivo andamento dei servizi (+0,8%), soprattutto nel turismo, legato alle crisi geopolitiche dell'area del Mediterraneo che hanno dirottato parte dei flussi verso il Mezzogiorno.

La domanda interna del Sud, data dalla somma di consumi e investimenti, attiva circa il 14% del Pil del Centro-Nord (nel 2015, un ammontare di circa 177 miliardi di euro). Mons. Santoro ha ripreso nel suo intervento i temi della recente Settimana sociale di Cagliari e in particolare le parole del messaggio del Papa. Secondo la Svimez, su 50 miliardi di residui fiscali di cui beneficia il Mezzogiorno, 20 ritornano direttamente al Centro-Nord, altri contribuiscono a rafforzare un mercato che resta, per l'economia dell'intero Paese, ancora rilevante. Il crollo della spesa per infrastrutture nell'ultimo cinquantennio e' stato del 2% medio annuo a livello nazionale, sintesi di un -0,8% nel Centro-Nord e -4,8% nel Sud. Un divario in valore assoluto di circa 3.700 euro a persona.

Nel 2016 10 meridionali su 100 risultano in condizioni di poverta' assoluta, contro poco piu' di 6 cittadini nel Centro Nord. Inoltre, nelle regioni più popolate, Sicilia e Campania, il rischio di povertà arriva a sfiorare il 40%. Lemigrazione sembra essere lunico canale di miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie meridionali”. Nel 2016 ha consolidato la ripresa registrando una performance per il secondo anno superiore, se pur di poco, rispetto al resto del Paese. Continua lo spopolamento delle regioni del Sud in favore di quelle del Nord. Livelli di impieghi inferiori ai depositi si riscontrano in tutte le regioni del Mezzogiorno, a eccezione delle Isole.

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