Mercoledì, 20 Giugno, 2018

"Paradise Papers", nei paradisi fiscali spunta il nome della Regina Elisabetta

Rufina Vignone | 08 Novembre, 2017, 01:16

E poi ancora: il co-fondatore della Microsoft, Paul Allen, la regina di Giordania, il tesoriere del primo ministro canadese Justin Trudeau, il finanziere George Soros e il ministro al commercio di Donald Trump. I media lo hanno già ribattezzato Paradise Papers.

Secondo le nuove rivelazioni, ci sono anche milioni di sterline di profitti generati da proprietà private della regina Elisabetta, fra gli investimenti offshore di ricchi e potenti svelati dalle carte.

Stavolta tra i 13,4 milioni di file su soldi portati all'estero emerge il nome di Elisabetta II, regina d'Inghilterra, che avrebbe investito 10 milioni di sterline in un fondo off-shore nelle isole Cayman. Il materiale è stato ottenuto dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung e condiviso dal consorzio internazionale dei giornalisti investigativi con partner tra cui il citato Guardian, la Bbc e il New York Times, come nel caso delle rivelazioni dei "Panama Papers" del 2016. Ma anche star della musica del calibro di Bono Vox e Madonna e persino re e regine, da Noor di Giordania alla sovrana britannica Elisabetta II. Per quanto riguarda i personaggi d'oltreoceano, Wilburs Ross, il ministro del Commercio del presidente Trump, ha interessi e una serie di investimenti offshore in una società di navigazione, all'interno della quale vi è presente anche il genero del presidente russo Vladimir Putin e un magnate russo e tutta la vicenda potrebbe intrecciarsi con il Russiagate, ossia le sanzioni da parte degli Usa per i legami con la cerchia del presidente russo. I "Papers" tracciano anche le operazioni nei Paradisi di big come Nike e Adidas alle prese con spericolate triangolazioni che avrebbero lo scopo di evadere il Fisco e pagare meno tasse possibili. L'ex direttore della Cia, il generale Wesley Clark.

E c'è anche un "trust" delle isole Cayman ideato per evitare di pagare le imposte e riconducibile dal tesoriere del primo ministro canadese Justin Trudeau.

Un "leak" di 1,4 TeraByte di dati è alla base della nuova inchiesta, condotta da 382 giornalisti di 96 testate in 67 Paesi, che porta alla luce gli affari nei paradisi fiscali di 120 politici di tutto il mondo, imprenditori, membri delle famiglie reali e istituti religiosi. Ross, un miliardario, detiene il 31% di Navigator Holdings attraverso una complessa rete di società offshore.

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