Domenica, 19 Novembre, 2017

Casapound: ad Ostia no apparentamenti

ELEZIONI OSTIA, X MUNICIPIO ROMA/ Risultato e come si vota: test Raggi dopo il commissariamento Ostia, risultati finali: ballottaggio M5S-centrodestra, Pd in crisi
Irmina Pasquarelli | 08 Novembre, 2017, 14:02

Ostia elezioni: M5S in testa ma perde 19mila voti dal 2016. Il grande vantaggio che aveva la candidata pentastellata Giuliana Di Pillo è andato affievolendosi, portando cosi l'elezione al ballottaggio. Entra in consiglio anche Casapound, con il candidato Marsella che ha raccolto il 9,08% delle preferenze.

Il risultato di quella che - di fatto - è una campagna elettorale permanente; partendo in anticipo sui diretti avversari e concentrarsi su pochi e sentiti temi, in questo caso: sicurezza (con ronde sul territorio e in spiaggia, come abbiamo visto quest'estate), riqualificazione (puntando sulla Pineta di Castel Fusano e aree verdi), difesa delle fasce più deboli della popolazione (raccolta alimentare per 250 famiglie); temi che hanno ricevuto un riscontro lineare se confrontati al flusso elettorale delle urne.

Ma guai a parlare di trattativa o di gioco al rialzo, perché Marsella tiene a precisare che Casapound "non farà accordi, non farà apparentamenti e non chiederà poltrone con due forze che hanno clamorosamente fallito la prova del governo". Ci andranno Giuliana Di Pillo del Moviemento 5 Stelle che ha ottenuto il 30,21% dei voti e Monica Picca del Centrodestra che ha avuto invece il 26,68%.

Riscuote consensi il consorzio "cattocomunista" guidato dal sacerdote Franco De Donno di Laboratorio Civico X che arriva all'8,4%. Persino dai titoloni che si leggono in queste ore. Può esultare, infatti, Casapound con Luca Marsella (sostenuto da Cittadini per il Municipio X e Assotutela) che si attesta poco sotto alla percentuale assegnata dai sondaggisti: il 9,08%. Un risultato storico per il movimento della tartaruga, che ha continuato a lavorare duramente in questi anni Basti pensare Casapound triplica i voti presi rispetto alle comunali del 2016, quando si fermò al 3%.

Gli fa eco Guglielmo, più giovane, che li conosce come "bravi ragazzi", anche se afferma di non averli votati, inibito dai presunti rapporti opachi con gli Spada. Oggi Giorgia Meloni dice senza mezzi termini a Repubblica che punta a quei voti per far vincere Picca: "Sono uno dei nostri tanti competitor". È probabile, a questo punto, che i risultati siano funzionali all'inizio di una battaglia sugli stessi temi per la conquista dello stesso target di elettori.

M5S, persi quasi 20mila voti in un anno e mezzo. Dall'altra la responsabilità è tutta nelle mani di chi vorrà stringere quelle di Gianluca Iannone e del movimento di estrema destra, evitando di cercare altre convergenze e trasformando un movimento certo radicato in certe zone ma nella sostanza isolato e (almeno fino a ieri) ininfluente elettoralmente in un partner credibile a cui rendere conto e concedere una rampa di lancio da Nuova Ostia alla Camera dei deputati.

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