Martedì, 24 Ottobre, 2017

Paralizzato e cieco, la scelta di Loris: in Svizzera per morire

Loris Bertocco eutanasia morte assistita Svizzera testamento biologico biotestamento Paralizzato e cieco, la scelta di Loris: in Svizzera per morire
Rufina Vignone | 12 Ottobre, 2017, 13:34

E da qui cominciava a pensare alla scelta di effettuare il suicidio assistito in Svizzera: una scelta meditata a lungo e perciò riassunta in una lettera lasciata al mondo. I temi sollevati da Bertocco sono certamente i diritti civili, l'autodeterminazione nel decidere della propria vita, ma anche la necessità di trovare il sostegno economico che possa aiutare le persone che ancora vivono in condizioni simili alle sue. Sì perché la 'dolce morte' in Svizzera non è bandita.

Gianfranco Bettin, che conosceva bene Bertocco, ha affermato: 'Loris all'età di 19 anni, nel 1977, era rimasto paralizzato a causa di un incidente stradale. La storia che vede protagonista Loris Bertocco è commovente. Fin da giovane aveva avuto inoltre problemi di vista, che dal 1996 lo avevano reso cieco.

Il suo lungo testamento si conclude con un ultimo straziante appello perché l'Italia permetta una giusta morte: "La mia richiesta - scrive Bertocco - è che si approvi al più presto una buona legge sull'accompagnamento alla morte volontaria (ad esempio, come accade in Svizzera), perché fino all'ultimo la vita va rispettata e garantita nella sua dignità".

Sono nato a Dolo il 17 giugno del 1958 e nel 1977 frequentavo l'Istituto Tecnico.

Sono passati quattro anni dalla presentazione del testo alla Camera, quando a firmare furono 67mila cittadini, che chiedevano l'eutanasia legale, sostenuta dai Radicali italiani. Col passare degli anni le sue condizioni erano peggiorate tanto che sopravvenire anche la cecità. "Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile". Credo che sia giusto fare questa scelta prima di trovarmi nel giro di poco tempo a vivere come un vegetale, non potendo nemmeno vedere, cosa che sarebbe per me intollerabile. "Il muro contro il quale ho continuato per anni a battermi è più alto che mai e continua a negarmi il diritto ad una assistenza adeguata". Nel 2011 la moglie decide la separazione. Ne danno notizia gli esponenti dei Verdi, Gianfranco Bettin e Luana Zanella. "Parlava da tempo di questa sua scelta finale". Lo faceva in termini ipotetici.

"Un uomo generoso e tenace, impegnato su molti fronti - ricorda Bettin - Animatore culturale fin da ragazzo, per decenni aveva condotto trasmissioni musicali e politico-culturali nelle radio libere venete". L'uomo era un ambientalista molto attivo nelle lotte contro il nucleare, i cambiamenti climatici, e a favore della riconversione ecologica.

"Loris è il quarto veneto che ha deciso di ricorrere al "#fine vita" come soluzione alle sue sofferenze fisiche e morali.

Altre Notizie