Domenica, 22 Ottobre, 2017

Plagiato dal pedofilo online, poi abusa del fratellino

La Polizia postale è riuscita a risalire all'identità del minorenne La Polizia postale è riuscita a risalire all'identità del minorenne
Rufina Vignone | 11 Ottobre, 2017, 21:51

È accusato di aver abusato sessualmente del fratellino e poi divulgato il materiale inviandolo ad una "fidanzata virtuale" dietro la quale si nascondeva un pedofilo.

L'adolescente, di origini lombarde trasferitosi con la famiglia in Gran Bretagna, è stato fermato ed estradato in Italia attraverso un mandato di arresto europeo.

Una storia dai contorni aberranti portata alla luce dalle indagini della polizia postale di Verona. Il giovane ha confessato tutto, confermando i risultati delle indagini. Dovrà rispondere dei reati di violenza sessuale su minore, atti sessuali con minore e divulgazione di materiale pedopornografico, aggravati dall'abuso di relazioni domestiche. L'uomo è attualmente in carcere.

Tutto aveva avuto inizio con l'amicizia nata su Facebook tra l'adolescente e una apparente "ragazza 17enne, dall'aspetto avvenente", che pian piano lo ha indotto ad abusare sessualmente del fratellino e a soddisfare le sua fantasie sessuali inviandole foto e video dei rapporti.

Tra le numerose conversazioni Whatsapp passate al setaccio intrattenute dal quarantenne, l´attenzione degli investigatori si è da subito concentrata in particolare sul ragazzo lombardo, che non si era limitato a produrre foto di sé stesso in atteggiamenti sessuali, ma spinto dalla "fidanzatina" e dopo qualche resistenza iniziale aveva coinvolto anche il proprio fratellino di circa 10 anni più piccolo.

Gli investigatori, a quel punto, hanno chiesto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia di sollecitare l'arresto del fratello maggiore, che però nel frattempo aveva lasciato l'Italia assieme alla famiglia. Sono in corso ulteriori approfondimenti per accertare se il minore abbia inviato ad altri utenti i file pedopornografici autoprodotti e se vi siano responsabilità concorsuali da parte dei componenti della famiglia.

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