Domenica, 22 Ottobre, 2017

Sconti su viaggi e funerali per chi vota al referendum

Referendum autonomia in Lombardia: ecco 10 cose da sapere Autonomi sì, ma dalla Lega. Il Nord stronca il referendum
Irmina Pasquarelli | 10 Ottobre, 2017, 05:23

"Da questo punto di vista capisco che c'è ancora ignoranza". Il 46% specifica che vorrebbe una estensione delle autonomie parziali di cui già godono le Regioni.

Il programma prevede l'introduzione del consigliere comunale Pietro Francesconi e di Carlo Malvezzi, consigliere regionale e coordinatore provinciale del Comitato del SI al referendum per l'autonomia della Lombardia del 22 ottobre.

Che la questione giochi un ruolo anche a livello nazionale si capisce anche dal nome dei big di centrodestra che nei prossimi giorni scenderanno in campo. Comunque sulla consultazioni non sono mancate le fibrillazioni per le critiche della leader di Fdi Giorgia Meloni.

Per Luca Zaia, ex ministro dell'Agricoltura e in testa alla classifica dei presidenti più amati d'Italia, "il Veneto è la Catalogna d'Italia, fatto di pmi, l'80% delle quali sotto i 15 dipendenti, 600.000 imprese, 150 miliardi di Pil, disoccupazione più bassa d'Italia col 6,8%, e 5 milioni di abitanti". Cioè lo stesso che dovranno fare Veneto e Lombardia una volta svolto il referendum.

Ma anche l'opuscolo "Scopri perché la Lombardia è una regione speciale", diffuso dalla giunta di Roberto Maroni, paragona la regione di Milano a quella di Barcellona. Quelli dell'agosto scorso di Winpoll dicono che in Lombardia, dove non c'è quorum, dovrebbero andare a votare (sicuramente + probabilmente) il 58% degli aventi diritto, col 94% che intende votare sì; mentre in Veneto (dove invece il quorum c'è) l'affluenza salirebbe al 66%, con i sì al 92%. "Per cui non andrò ed è il mio modo di esprimere politicamente il non riconoscimento dell'appuntamento". Il sistema lombardo ha i conti in ordine: da oltre un decennio infatti la Lombardia ha raggiunto il pareggio di bilancio, caso più unico che raro nel panorama italiano. "Riteniamo che il principio di autonomia, perché sia tale, non può che riguardare l'intero sistema ordinamentale come delineato dall'articolo 114 della Costituzione; non si tratta di trasferire alcune funzioni dallo Stato alla Regione o di sostituire al centralismo statale quello regionale", sostengono coralmente i sindaci affermando che la loro è una partecipazione attiva nel processo di autonomia e di decentramento.

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