Domenica, 22 Ottobre, 2017

Proposte Ilva inaccettabili, Calenda ferma trattative, lavoratori in sciopero

ILVA, LAVORATORI COL FIATO SOSPESO Ilva, Mise annulla tavolo con Arcelor Mittal. “Non lo si apre senza garanzie per i lavoratori”
Remigio Civitarese | 10 Ottobre, 2017, 16:55

Presidi di lavoratori e sindacati sono in corso davanti alle portinerie A, D, Tubifici e imprese dello stabilimento Ilva di Taranto. "Gli ho risposto che finché non è chiaro io il tavolo non lo apro". Poche ore dopo lo sciopero dei lavoratori degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure contro i quattromila esuberi, il ministro Calenda ha annunciato lo stop della trattativa: "Bisogna partire dall'accordo di luglio - ha risposto ai giornalisti -, dove si garantivano i livelli retributivi". Lo ha detto a Cernobbio al forum sui trasporti organizzato da Conftrasporto il CEO Europa di Arcelor Mittal, Aditya Mittal , gruppo che detiene l'85% della compagine AmInvestCo che si sta preparando a rilevare gli asset di ILVA dall'amministrazione straordinaria, spiegando che l'azienda che il suo gruppo controlla all'85% " ha sofferto moltissimo negli ultimi anni dal punto di vista della produzione e ha sofferto la comunità per negligenze ambientali, noi vogliamo migliorare queste condizioni". Per l'azienda è "vitale che l'implementazione del piano non venga ritardata". Dalla ArcelorMittal poi aggiungono: "Siamo contrariati per non aver potuto iniziare la trattativa con i sindacati". Comprendiamo l'importanza dei livelli occupazionali per il Paese e infatti abbiamo mostrato flessibilità aumentando il numero degli occupati a 10.000 rispetto alla nostra offerta originaria. "Il resto sarà oggetto della negoziazione, e il nostro obiettivo era fare un primo passo verso un accordo accettabile per tutti". Dei 4.000 esuberi totali annunciati, 3.300 riguardano la sola sede di Taranto.

Sul passaggio di Ilva al gruppo Mittal, in qualità di Consigliere Regionale assieme a tutto il partito di Sinistra Italiana, dichiaro la piena disponibilità per incontrare sindacati e lavoratori Ilva, per discutere con loro delle iniziative che intraprenderemo ad ogni livello. Sul tappeto a Mise non c'è solo la proposta della società aggiudicataria dell'Ilva, ma anche il futuro dei lavoratori delle imprese collegate al siderurgico, tra appaltatrici e indotto. Innanzitutto perderanno le garanzia dell'articolo 18 perché saranno riassunti con il contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act, inoltre non ci sarà alcuna continuità rispetto al rapporto di lavoro precedente neanche in relazione al trattamento economico e all'anzianità.

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