Domenica, 22 Ottobre, 2017

Miele killer: il 75% è contaminato dai pesticidi che uccidono le api

Contaminato da pesticida il 75% del miele Favo con le api
Irmina Pasquarelli | 09 Ottobre, 2017, 21:28

Gli esperti hanno analizzato campioni di miele provenienti da ogni paese del mondo: è emerso che tre campioni su 4 sono positivi per questi pesticidi, il 30% sono contaminati da un singolo neonicotinoide, il 45% da due o più, il 10% ne contiene 4-5 diversi. Il 75% di quello venduto in tutto il mondo è contaminato da pesticidi della famiglia dei "neonicotinoidi": sebbene si tratti di presenza di questi pesticidi a concentrazioni inferiori ai valori soglia ammessi dalle autorità competenti dell'Unione Europea per il consumo umano, si tratta di una contaminazione pericolosa per gli insetti impollinatori, in particolare le api stesse.

Dunque, il miele, alimento perfetto per difenderci proprio dall'esposizione ai pesticidi risulterebbe oggi quasi del tutto contaminato da essi e anche associato a patologie metaboliche, endocrine, neurogenerative e ai tumori tanto che in Francia è entrato in vigore un decreto che definisce il morbo di Parkinson malattia professionale per gli agricoltori dopo aver accertato il nesso di causalità tra questa malattia e l'uso di pesticidi.

Nel mirino dei ricercatori, coordinati dal professor Edward Mitchell, biologo presso l'ateneo elvetico, vi sono i cosiddetti "neonicotinoidi", insetticidi neurotossici derivati dalla nicotina e introdotti in sostituzione del famigerato DDT, che secondo diverse ricerche potrebbero essere dietro alla cosiddetta "Sindrome dello spopolamento degli alveari", conosciuta anche come CCD (Colony Collapse Disorder).

Mix letale. Il fatto poi che molti campioni contenessero cocktail di neonicotinoidi è un altro dato preoccupante.

In generale, il 75% di tutti i campioni sono risultati contaminati dai neonicotinoidi. Una contaminazione che rappresenta un pericolo in primo luogo proprio per le api, insetti essenziali per la riproduzione delle piante e la sopravvivenza degli ecosistemi. L'uso diffuso di neonicotinoidi e' stato gia' identificato, infatti, come un fattore chiave responsabile della 'crisi' delle api.

Nei 198 campioni complessivi la frequenza di contaminazione è risultata più elevata in quelli provenienti da Nord America (86 per cento), Asia (80 per cento) ed Europa (79 per cento), e più bassa in quelli originari del Sud America (57 per cento). Andando ad analizzare la concentrazione degli insetticidi, i ricercatori hanno svelato che ben in un terzo dei casi - nel 34% del miele analizzato - si osservavano quantità di neonicotinoidi tali da indurre un danno o la morte delle api.

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