Sabato, 18 Novembre, 2017

Motovedetta tunisina sequestra peschereccio di Mazara del Vallo

Mazara, peschereccio sequestrato dai tunisini Un peschereccio di Mazara del Vallo sequestrato dai militari tunisini a sud di Lampedusa
Rufina Vignone | 16 Settembre, 2017, 16:50

È stato lui stesso a raccontarlo, grazie a un telefono satellitare nascosto: "Avvertite tutti, abbiamo bisogno di aiuto", ha detto all'armatore.Anna Madre era finito nel mirino della guardia costiera tunisina: ad agosto da una motovedetta partirono degli spari verso il peschereccio.L'armatore Giampiero Giaccone assicura che la nave era in acque internazionali, "lo dimostra quello che c'è in stiva: tre tonnellate di gamberi e 100 chili di pesce misto che non si pesca in mare tunisino".

L'imbarcazione "Anna Madre", battente bandiera italiana, si trovava a sud di Lampedusa quando è stata fermata da una motovedetta tunisina.

Secondo quanto ricostruito, in cinque armati sono saliti a bordo del peschereccio, chiuso in una cabina il comandante, Giacomo Giacalone e fatto quindi rotta verso il porto di Sfax.

La notizia è stata diffusa da uno degli armatori dell'imbarcazione, che appartiene alla società "Pesca giovane srl". Dalle notizie in nostro possesso sono intervenuti sia la nave della Marina militare italiana che si trovava a una quindicina di miglia dal nostro natante sia un elicottero sempre della Marina militare italiana. Non è possibile che in acque internazionali, dove tutti possono pescare, un natante venga sequestrato, con il rischio per la sicurezza degli uomini a bordo e danni economici ingenti. Il Governo italiano intervenga immediatamente per il rilascio dell'equipaggio e del natante. "Non è più rinviabile un tavolo di concertazione con i paesi rivieraschi per evitare simili episodi".

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