Lunedi, 20 Novembre, 2017

Tatuaggi: possono liberare nanoparticelle dannose per la salute

Tatuaggi: particelle di inchiostro viaggiano nel sangue fino ai linfonodi. Quali sono i rischi Tatuaggi, lo studio che fa paura: rischio inchiostro e composizione colori
Irmina Pasquarelli | 13 Settembre, 2017, 16:44

Chi decora la propria pelle sa che il tatuaggio scelto resterà per sempre parte di sé, ma ignora quanto tutto questo possa accadere nel profondo. Lo studio è stato effettuato da ricercatori dell'Ufficio federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR) in collaborazione con l'Università Ludwig-Maximilians a Monaco di Baviera e la European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) a Grenoble, che firmano un articolo pubblicato su "Nature Scientific Reports". Gli scienziati hanno anche proceduto alla caratterizzazione profonda dei pigmenti ex vivo nei tessuti tatuati.

Dopo l'iniezione di inchiostri per tatuaggi, le particelle degli elementi chimici sopracitati possono essere trasportate passivamente attraverso sangue e fluidi linfatici oppure fagocitati da cellule immunitarie e successivamente depositate nei linfonodi regionali. E' la prima volta, sottolinea Ines Schreiver, che vengono fornite prove analitiche sul trasporto di pigmenti (organici e inorganici) e di impurità di elementi tossici. Il principale autore dello studio, dottor Hiram Castillo, dell'ESRF così sintetizza i risultati della ricerca: "Quando qualcuno vuole farsi fare un tatuaggio, spesso è molto attento nella scelta di un salotto dove usano aghi sterili che non sono stati utilizzati in precedenza". "Tuttavia nessuno controlla la composizione chimica dei colori, bisognerebbe farlo e adesso ne dimostriamo il motivo", ha aggiunto.

La maggior parte degli inchiostri usati nei tatuaggi contiene pigmenti organici, ma anche sostanze come nichel, cromo, manganese, cobalto e il biossido di titanio usato per il bianco. In realtà, osservano gli esperti, poco si sa sulle potenziali impurità delle miscele di colore applicate alla pelle. Questo lavoro è stato eseguito su due stazioni sperimentali, ID21 e ID16B, dell'Esrf.

I rischi che derivano potenzialmente dai tatuaggi sono stati studiati solo con analisi chimiche degli inchiostri e dei loro prodotti di degradazione in vitro. Le misurazioni con la tecnica della fluorescenza a raggi X hanno permesso al team di individuare il biossido di titanio in versione micro e nano sia nella pelle che nell'ambiente linfatico.

"Sapevamo già che i pigmenti viaggiano dai tatuaggi ai linfonodi per via delle prove visive: i linfonodi diventano colorati con il colore del tatuaggio. - spiega Bernhard Hesse, uno dei ricercatori - È la risposta del corpo per pulire il sito di ingresso del tattoo". Quello che non sapevamo e' che lo fanno in forma 'nano', il che implica che probabilmente non hanno lo stesso comportamento di particelle a livello 'micro'. E' questo il problema: "non sappiamo come reagiscono le nanoparticelle".

Particelle più piccole del previsto. La prima conseguenza che è stata rilevata è un vistoso rigonfiamento dei linfonodi, che possono essere considerati a tutti gli effetti dei "guardiani" a difesa del sistema immunitario.

I possibili effetti sull'organismo non sono ancora chiari e il prossimo passo per i ricercatori sarà quello di analizzare ulteriori campioni prelevati da persone che hanno avuto effetti collaterali dovuti ai tatuaggi: si cercherà di ricostruire eventuali collegamenti tra queste reazioni indesiderate e le caratteristiche degli inchiostri utilizzati nei tatuaggi.

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