Domenica, 24 Settembre, 2017

Rimini, il padre degli stupratori: "Presto liberi, si faranno una famiglia"

Stupro Rimini la trans riconosce il branco in un video Ridevano orgogliosi Stupro Rimini la trans riconosce il branco in un video Ridevano orgogliosi
Rufina Vignone | 13 Settembre, 2017, 15:22

Faranno due o tre anni di carcere poi usciranno puliti, si potranno fare una famiglia e vivere tranquilli. Sono giovani ancora, mi dispiace per quella ragazza polacca, quel trans, una cosa brutta che non si fa ma è capitata. Così tanti hanno considerato le parole di Mohamed, 51enne marocchino agli arresti domiciliari e padre dei due fratelli minorenni che hanno partecipato allo stupro di Rimini ad agosto.L'uomo è stato intervistato nel corso del talk show Matrix, condotto da Nicola Porro, e parlando della vicenda che ha coinvolto i due figli minori il padre ha risposto al microfono: "Sono ragazzini".

Le dichiarazioni dell'uomo, ovviamente, non mancheranno di far discutere, soprattutto parte del mondo politico.

Immediato il commento del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, il quale con sdegno e preoccupazione ha affermato che "quelle frasi, oltre a mettere in rilievo un preoccupante contesto famigliare, culturale, morale, sono inaccettabili innanzitutto per le tre persone oggetto di violenza bestiale e quindi per la comunità riminese, anch'essa in qualche modo costretta nella parte di vittima davanti ai fatti di quella notte agghiacciante". Da un punto di vista giuridico, questi accadimenti determinano responsabilità precise, rigorose, ferme che non possono e non devono risolversi in 24 o 36 mesi 'lontani da casa'. Ai due il gruppo avrebbe sottratto soldi e un telefonino, poi trovato a Butungu al momento dell'arresto.

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