Venerdì, 22 Settembre, 2017

L'Università sbaglia i test d'ingresso: ammessi tutti gli studenti

Firenze l'Università sbaglia il test e ammette tutti gli studenti Università di Firenze sbaglia il test: tutti i partecipanti ammessi ai corsi
Zaira Scannapieco | 12 Settembre, 2017, 14:08

Soddisfazione è stata espressa dall'UDU di Firenze, il "sindacato degli studenti" della sinistra universitaria.

Una "svista" gradita a 1.329 candidati quella avvenuta all'Università di Firenze dove lo scorso 8 settembre si è svolta la prova di accesso per Farmacia, Biotecnologie, Scienze farmaceutiche applicate, Chimica e tecnologie farmaceutiche e Farmacia. Nello specifico, cinque domande in meno di biologia, di chimica e di fisica, e nessuna delle dieci di comprensione del testo. E l'Ateneo ha fatto un passo indietro: di fronte all'ipotesi di una pioggia di ricorsi ha preferito ammettere tutti gli aspiranti studenti.

L'università ha così deciso di correre ai ripari e far entrare tutti automaticamente.

Se l'università sbaglia i quesiti del test, non gli resta che ammettere tutti gli studenti che hanno partecipato.

La prova sottoposta per l'accesso ai corsi di laurea a numero chiuso non era quella prevista dal bando. Uno studente rivela: "La prova che ci è stata data dalla commissione era completamente differente rispetto a quanto specificato nel bando: invece di 75 domande ce n'erano 50". La decisione, volta a garantire ai partecipanti pari condizioni, a eliminare potenziali conseguenze negative derivanti dalla difformità riscontrata e a permettere il regolare avvio dell' attività didattica, è stata comunicata dall'Università di Firenze ai singoli studenti presenti alla selezione. Alla prova, unica per i 5 corsi di laurea, avevano preso parte 1.329 candidati, per 1.000 posti disponibili complessivamente: adesso saranno tutti ammessi ai corsi di laurea. Di una mail "non recepita dai nostri uffici", dichiara il rettore Luigi Dei. "Il bando era dunque ancora quello con i criteri dell'anno scorso". "Rifare la prova avrebbe significato rimetterci in coatto con il Cisia e aspettare almeno un mese". "Se per un errore formale l'ateneo ha deciso di aprire i corsi dimostrando di poter sostenere sia il numero di studenti sia la qualità della didattica, perché non si può fare lo stesso anche per altri corsi a numero programmato?" .

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