Mercoledì, 20 Settembre, 2017

Bimba morta di malaria: stesso parassita dei due minori ricoverati

Malaria in Italia: «Ma è un caso eccezionale» Malaria, almeno uno l'anno in Italia i casi autoctoni
Irmina Pasquarelli | 11 Settembre, 2017, 06:46

La terribile notizia è stata rilanciata ieri da alcuni quotidiani locali.

Sofia ad agosto era stata prima in ospedale a Trento per un esordio di diabete infantile. Per far ciò esistono mezzi empirici per evitare la puntura di zanzare potenzialmente infette.

La lotta all'Anopheles, e di conseguenza alla malaria, è stata condotta principalmente tramite l'uso di insetticidi, DDT, i quali hanno permesso l'eliminazione completa della malaria dai paesi del primo mondo.

La malaria, una malattina che non si sentiva qui in Italia da molto tempo.

Ora c'è una grave conferma: il parassita che ha causato la malaria a Sofia Zago, la bimba di 4 anni morta a Brescia, dopo il ricovero a Trento, è lo stesso che aveva fatto ammalare i due bambini di ritorno dal Burkina Faso, che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola e che poi sono guariti.

La bambina aveva contratto la malaria cerebrale, la forma più grave che viene trasmessa dal Plasmodium Falciparum, un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. La bambina era giunta in ospedale sabato a Trento, dove era già stata diagnosticata la malaria, e trasferita a Brescia dove oltre alla Rianimazione pediatrica è presente un Istituto per le malattie tropicali. E' deceduta tra domenica e lunedì.

Professoressa Gismondo, come si può spiegare il caso della bambina morta di malaria a Brescia? Avrebbe invece trascorso l'estate sulla Riviera Veneta a Bibione. Può darsi, ma contemporaneamente doveva essere presente e malvagiamente pronto ad approfittare della situazione un insetto il cui habitat è di solito l'Africa, l'Asia o l'America del sud. Inoltre la piccola non è stata portata all'estero e si deve quindi aspettare l'indagine epidemiologica per venirne a capo. Galli ha affermato: "Se dalle analisi in corso emergesse che il ceppo che ha provocato la malaria nei due bambini ricoverati a Trento e nella piccola Sofia fosse lo stesso, allora il contagio della bambina sarebbe sicuramente avvenuto in ospedale ma resterebbe da capire in che modo".

Secondo quanto riportato anche da "Repubblica" esisterebbero studi che attestano la presenza della zanzara Anopheles in Italia, anche se si tratta di esemplari poco adatti alla trasmissione della malattia. Altre possibilità di trasmissione sono il contatto con sangue infetto (punture con aghi contagiati, trasfusioni contaminate) o in gravidanza, dalla mamma al feto. La zanzara che ha punto la piccola Sofia potrebbe essere arrivata dall'estero: "Può viaggiare con i container o le valigie". La zanzara anophele è conosciuta universalmente come la zanzara della malaria perché è considerato il principale vettore della malattia oltre che considerato un trasmettitore della filariosi nei cani. Nonostante questo ogni 2 minuti (era ogni 30 secondi fino al 2005) la malaria uccide un bambino sotto i 5 anni in particolare nell'Africa Sub-Sahariana. La zika, ma anche la dengue, e la chikungunja, una forma di febbre che nel 2007 a Ravenna ha registrato una vera e propria epidemia.

Come si combatte la malaria?

La malaria è detta anche paludismo ed è una parassitosi, ovvero un malattina provocata dai dei parassiti protozoi del tipo Plasmodium. Il paese che importa più casi è la Francia, in media quasi 2200, seguito dalla Gran Bretagna, circa 1800, dagli Usa (1500) e dall'Italia con appunto 637 notifiche.

Al momento il caso della bimba morta di malaria è stato definito una tragica e rara fatalità ed in molti sono all'opera per cercare di comprendere cosa sia effettivamente successo. Tra i cittadini italiani si sono riscontrati il 20% dei casi, di cui il 41% in viaggio per lavoro, il 22% per turismo, il 21% per volontariato/missione religiosa.

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