Venerdì, 22 Settembre, 2017

Russia, Aeroflot condannata: discrimina le hostess sovrappeso

Aeroflot Licenziate le hostess over size. Il tribunale le reintegra.
Remigio Civitarese | 09 Settembre, 2017, 12:21

Vittoria per le hostess dell'Aeroflot, che avevano protestato contro la decisione della compagnia di bandiera russa di assumere solo donne con taglia non superiore alla 48.

Aeroflot, nelle sue linee guida, aveva infatti disposto come preferenze "nell'assunzione e nell'impiego" di hostess e steward la necessità di poter indossare divise comprese tra "42-48" per le donne e "46-54" per gli uomini. Un manager le aveva mostrato i documenti che provavano che 600 hostess su 7000 erano state riassegnate ai voli senza bonus perché considerate troppo "vecchie, grasse e brutte".

Aeroflot è stata condannata dal tribunale distrettuale di Mosca a risarcire una sua hostess per discriminazione sul lavoro.

Una delle hostess racconta che "Ci hanno fotografate e ci hanno preso le misure, alcune di noi sono state pesate" e le è stato decurtato lo stipendio del 20%. La Corte intanto ha dato ragione a Evgenija.

Dopo aver perso in primo grado, la Corte centrale ha riconosciuto appieno le ragioni di Evgenia e Irina, che con autoironia si sono definite rappresentanti di tutte le lavoratrici "vecchie, grasse e brutte".

Soddisfatta pure Aeroflot perché la sentenza non parla esplicitamente di discriminazione.

Durante il dibattimento, aveva però riconosciuto di preferire le hostess più snelle rivendicando motivazioni oggettive: le assistenti di volo in sovrappeso porrebbero un rischio per la sicurezza bloccando le uscite di emergenza e richiederebbero più carburante, 10 euro l'anno per ogni chilo in più rispetto al peso ideale. Continuano ad essere valutate per l'aspetto fisico e non per le vere competenze professionali.

Amnesty International ha contattato il governo russo chiedendo loro di abrogare una norma che permetta alle donne di svolgere lavori come meccanico, carpentiere, meccanico, in quanto questo tipo di lavoro è un rischio per la loro salute riproduttiva. Non abbiamo fatto causa per i soldi.

La prima ambasciatrice, nel 1923, era russa e così la prima donna nello spazio.

Sempre in base a questa legge, Svetlana Medvedeva di anni 31, non ha potuto svolgere il ruolo di capitano della Samara River Passenger Enterprise, compagnia di traghetti e ha citato la compagnia. Il processo è appena iniziato.

Sembra, a volte, che le lancette dell'orologio si siano fermate e che ancora, oggi, in un mondo nuovo e pieno di diversità, la donna sia rimasta quella "minorata " di un tempo.

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