Sabato, 18 Novembre, 2017

Criptovalute: ICO vietate in Cina e considerate come un frode finanziaria

Ethereum Bitcoin crollano. Cina vieta le ICO “sono illegali” La Cina mette al bando le raccolte fondi in Bitcoin: nella maggior parte dei casi sono illegali
Remigio Civitarese | 09 Settembre, 2017, 13:27

Un fenomeno che, solo nell'anno in corso, ha garantito una raccolta fondi di 1,6 miliardi di dollari.

Quello attuale è un momento d'oro per le monete virtuali anonime, ovverosia per le cosiddette criptovalute, e tra queste il noto Bitcoin che da inizio anno ha fatto registrare una vera e propria esplosione delle quotazioni di mercato. Nel consigliare di leggere con attenzione questa guida sulle criptovalute , è chiaro che il forte rialzo registrato per le quotazioni del Bitcoin nei primi otto mesi dell'anno non è destinato a durare in eterno, ma è anche vero che attualmente è difficile attribuire alla moneta virtuale una valutazione corretta, in termini di prezzo, in quanto i fattori in gioco sono tanti e sono imprevedibili. Non possiamo prevedere cosa comporterà ancora la decisione presa dalla Banca Popolare Cinese: fatto sta che ci sono numerose ICO in programma per il mese di settembre, molte delle quali lanciate proprio da aziende cinesi. Nel frattempo, tuttavia, Pechino ha reso il bando completo con la disposizione che obbliga tutti coloro, sia privati che aziende, che hanno già ricevuto fondi ICO a raggiungere accordi per restituirli.

La reazione dei mercati è stata violenta: il Bitcoin ha perso ben venti punti percentuale di valore, attestandosi sui 4000 dollari e invertendo un trend di appetibilità che sembrava inarrestabile. La Cina ha già bloccato 4 volte, negli ultimi anni, le cripto, per poi riammetterle, e inoltre, le cripto sono strumenti molto innovativi, di start-up molto giovanili che riescono ad adattarsi velocemente a nuove situazioni. Secondo la più importante istituzione finanziaria del paese, le ICO sono "una forma di finanziamento pubblico illegale non approvato" e alimentano i sospetti che possano essere usate per commettere reati finanziari. Non a caso si passa spesso dal trading in Bitcoin sul mercato cinese per poi assistere a massicci trasferimenti della criptovaluta in Paesi vicini come la Corea del Sud ed il Giappone. Per le aziende che fanno il pieno di Bitcoin e Ether parte dell'attrattiva è data dalla facilità con la quale si può accedere ai finanziamenti senza fornire le stesse informazioni, necessarie nei processi tradizionali.

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