Sabato, 18 Novembre, 2017

Buoni pasto: diventano cumulabili e si possono utilizzare negli agriturismi

Buoni pasto ora si possono usare anche in agriturismi Buoni Pasto: regole nuove e vecchie. Tutto quello che bisogna sapere in vigore
Remigio Civitarese | 09 Settembre, 2017, 03:01

La precedente normativa prevedeva il divieto di accumulare i buoni pasto da parte dei possessori, questa direttiva però difficilmente veniva rispettata, quindi il MISE ha deciso di introdurre appunto nuove regole da rispettare per utilizzare correttamente i Ticket.

Resta invariata la tassazione dei buoni pasto: quelli cartacei restano esenti dalle imposte fino al valore di 5,29 euro, importo che sale a 7 euro per i ticket in formato elettronico, sempre più incentivati in virtù della loro trasparenza e traccibilità.

(Teleborsa) Buoni pasto: da domani si cambia. Non potranno essere ceduti neppure al coniuge per fare la spesa, e il loro utilizzo, se non per il pranzo, è ammesso soltanto per l'acquisto di prodotti di uso alimentare.

Uno spazio per la firma dell'utilizzatore, per la data di utilizzo e uno spazio per il timbro dell'attività commerciale dove il buono pasto viene utilizzato. Gli agriturismi italiani sono oltre 23.000, mentre le aziende agricole che effettuano vendita diretta sono più di 260 mila.

C'è una cumulabilità giornaliera di massimo otto buoni pasto: vuol dire che se ne potranno usare un massimo di otto in un'unica transazione. Ecco perché la nuova legge abolisce questo obbligo: se ne possono utilizzare contemporaneamente fino a otto, limitatamente ai soli generi alimentari. L'utilizzo resta circoscritto al pagamento di esercizi che somministrano o vendono cibi e bevande. Come abbiamo già accennato, potranno riceverli dall'azienda anche i collaboratori esterni e i dipendenti part-time, anche se lavorano in fasce orarie che non comprendono un pasto. Potranno essere inoltre usati per "la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi effettuata dagli imprenditori agricoli". La grande diffusione dei distributori automatici deve essere accompagnata - sostiene Maurizio Fantini Direttore di Coldiretti Lucca - da una innovazione che punti a privilegiare prodotti naturali, di stagione e made in Italy con obiettivi salutistici ma anche di formazione, soprattutto nelle scuole. Non possono essere, inoltre, convertiti in denaro o rivenduti e potranno essere utilizzabili esclusivamente per l'intero valore facciale.

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