Вторник, 12 Декабря, 2017

Allegri: ''Bonucci doveva diventare il capitano della Juventus''

Lo Juventus Stadium Lo Juventus Stadium
Elettra Stolfi | 13 Августа, 2017, 05:10

Massimiliano Allegri non le manda mai a dire, nel bene e nel male: queste parole, estratte da un intervento del tecnico livornese sulla piattaforma The Players' Tribune, esprimono con chiarezza la fermezza di Allegri unita ad una delusione che comunque fatica a scivolare via. "Bisogna essere consapevoli della nostra forza, ma anche che bisogna lavorare giorno dopo giorno". Per Allegri sarà una gara difficile, contro una squadra organizzata: "Sono quadrati e con giocatori di qualità. La sera successiva, a casa, mi sono dovuto fare la domanda più dura: era la fine della strada, era il massimo a cui potevo portare questa squadra?" "Nella ripresa il Real, quando ha capito che poteva schiacciare sull'acceleratore, l'ha fatto, come fanno le grandi squadre".

NUOVI - "Quando i nuovi arrivano alla Juventus, giovani, devono fare un percorso".

Dove deve migliorare la sua Juventus?

Ancora qualche perplessità con l'undici titolare.

"Guardo Dybala e Buffon, e penso che loro sono il simbolo della Juve: possiamo fare un'altra grande stagione".

Ha pensato alle dimissioni, e ora come sta? Adesso nessuno ne parla, ma in futuro tutti capiranno il valore di quello che abbiamo fatto. "Ho pensato che avevo ancora molto da dimostrare".

Impossibile non tornare sull'addio di Bonnie. I dubbi aumentano nella mente di Allegri, dopo la seconda finale persa in modo così netto, ma dopo un cammino segnato dalla solidità. In primo luogo è andato oltre Conte e il contismo, ha dato una "calmata tattica" alla squadra, che ha abbandonato ad esempio il pressing furibondo che contraddistingueva l'impostazione precedente per un lavoro tattico molto più ragionato e fatto di sofisticati movimenti di squadra ad altissima precisione. Ibra è un campione straordinario, il problema è che ogni tanto pretendeva che i suoi compagni riuscissero a fare le cose che faceva lui. "L'ho detto un atleta è diverso da un altro e non possiamo chiedergli quello che non sa fare". Sarà una partita complicata anche la prima dopo la sosta: "domani c'è il punto interrogativo e dovremo essere bravi come i ragazzi lo sono state in maggior parte delle partite che abbiamo giocato". E a proposito della competizione europea, il tecnico bianconero ha aggiunto: "È una competizione bella e affascinante nella quale, acquisendo consapevolezza nei propri mezzi, la Juventus ha fatto un bel passo in avanti in Europa negli ultimi anni". C'è amarezza per non aver vinto le due finali di Champions, ma bisogna essere contenti perché non capita sempre nella vita. Arriviamo da numeri impressionanti e dobbiamo ripartire con la rabbia giusta.

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