Sabato, 23 Settembre, 2017

Medici senza frontiere sospende le operazioni di soccorso al largo della Libia

MSF ha sospeso le attività di soccorso ai migranti della propria nave nel Mediterraneo Migranti, Msf sospende i salvataggi: "La Libia ci spara, troppo pericoloso"
Rufina Vignone | 12 Agosto, 2017, 21:41

"Subito dopo - fa sapere la ong - il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma ha messo in guardia Msf dei rischi sulla sicurezza associati al trattamento annunciato dalla Guardia costiera libica nei confronti delle imbarcazioni umanitarie che operano in acque internazionali".

"Se queste dichiarazioni verranno confermate e gli ordini attuati, vediamo due gravi conseguenze: ci saranno più morti in mare e più persone intrappolate in Libia. L'e'quipe medica di Msf continuera' a supportare le attivita' di soccorso a bordo della nave Aquarius, di SOS Mediterranee, che al momento sta pattugliando le acque internazionali", prosegue l'Ong. "Chi non anneghera' verra' intercettato e riportato in Libia, che sappiamo essere un luogo di assenza di legalita', detenzione arbitraria e violenza estrema". Gli stati europei e le autorità libiche stanno attuando congiuntamente un blocco alla possibilità delle persone di cercare sicurezza.

La sospensione segue la decisione della Libia di istituire una zona Sar che limita l'accesso delle Ong in acque internazionali. Si tratta di un assalto inaccettabile per la vita e la dignità delle persone.

MSF ha chiesto alla Libia "di confermare in tempi brevi che aderiranno e rispetteranno l'obbligo legale, internazionalmente riconosciuto, di soccorrere imbarcazioni in difficoltà", e di "precisare che tutte le navi, gestite da ONG o da chiunque altro, saranno autorizzate a effettuare le attività di soccorso senza impedimenti e restando incolumi, e che né le autorità libiche né quelle italiane interferiranno con il diritto legalmente garantito di sbarcare le persone in un porto sicuro".

La situazione, insomma, è troppo pericolosa per andare avanti: così Msf, che nei giorni scorsi si è rifiutata di firmare il codice di condotta del Viminale, sospende le operazioni. Invitiamo le autorità europee e italiane a smettere di mettere in atto strategie di contenimento mortale per detenere le persone in un paese in guerra, senza riguardo alle loro necessità di protezione e assistenza.

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