Mercoledì, 22 Novembre, 2017

Il PD candidi Angelo Cambiano a presidente della Regione Sicilia

Sicilia Miccichè oggi da Berlusconi. Alfano guarda Renzi e pensa Musumeci Catanoso: “Unità nel centrodestra solo con un candidato di Forza Italia”
Rufina Vignone | 12 Agosto, 2017, 07:32

L'obiettivo resta quello di tenere assieme il centrodestra ma pesano i veti incrociati.

Secondo Catanoso, per uscire dalla stagnazione in cui si trova il centrodestra, occorre un tavolo ad hoc "per scoprire chi possa servire a unire la coalizione meglio di altri". Per il PD si tratta di una gatta da pelare in meno dopo il "niet" di Grasso, dopo il fallimento di Rosario Crocetta e dopo che non hanno indetto primarie. Nel corso della telefonata abbiamo parlato anche delle elezioni regionali in Sicilia. Nella stessa conversazione con il quotidiano di famiglia, però il Cav. puntualizza che "d'ora in poi non sarà consentito l'ingresso in Forza Italia a chi, eletto nel centrodestra, ha sostenuto governi di sinistra che hanno condotto il Paese nella difficile situazione nella quale ci troviamo". Altro discorso sarebbe la presentazione di liste civiche da concordare con il candidato alla presidenza della regione. Per questo, sostengono, "non è più tollerabile che nel silenzio generale, l'unica eco di fondo - quasi un rumore- sia solo il chiacchiericcio politicista dei tavoli romani". Gianfranco Micciché, tuttavia, ha lasciato Arcore dopo il colloquio con Silvio Berlusconi ottimista sulla possibilità che in Sicilia si possa giungere a un'intesa con Angelino Alfano. Un quadro che non ha risparmiato critiche anche nelle fila dei pentastellati che nella voce di Alessandro Di Battista, impegnato nel territorio a sostegno del candidato Giancarlo Cancellieri, esprime apertamente il suo dissenso: "Litigano i partiti fra loro, pensa a che livello di disperazione sono arrivati". "I siciliani non sono certamente interessati a scelte bieche di mero posizionamento aldilà o al di qua di un presunto centro, non sono interessati al mercato delle poltrone e agli accordi sottobanco funzionali alla salvaguardia di un ceto politico sempre più lontano dalla realtà - continuano - incapace non solo di dare risposte, ma di interpretare la drammaticità e la potenzialità dei variegati mondi di cui si compone la nostra straordinaria isola". E questo non piace ad Alfano che, con la Sicilia, vorrebbe portare a casa anche un accordo per le prossime politiche.

Nel corso dell'incontro sono stati eletti i coordinatori provinciali tra gli amministratori e i segretari di circolo più attivi sui propri territori.

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