Lunedi, 20 Novembre, 2017

Buoni pasto: approvate le nuove regole

Buoni Pasto nuove regole in Gazzetta Ufficiale cosa cambia dal 10 settembre 2017 Buoni Pasto, nuove regole in Gazzetta Ufficiale: cosa cambia dal 10 settembre 2017
Remigio Civitarese | 12 Agosto, 2017, 16:51

Novità in vista per l'autunno per i consumatori che possiedono i buoni pasto: da settembre sarà possibile usarli e spenderli anche "nell'ambito delle attività di agriturismo, di ittiturismo", nei mercatini e negli spacci aziendali.

E' i risultato dell'entrata in vigore del decreto emanato del ministero dello sviluppo economico e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto, in vigore dal 9 settembre prossimo, che rende i buoni pasto spendibili praticamente ovunque.

Sui buoni cartacei forniti dal datore di lavoro, che oggi riportano la scritta "non cumulabile", verrà scritto da ora in poi che i ticket "non sono cedibili, ne' cumulabili oltre il limite di otto buoni, ne' commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare".

Vediamo nel dettaglio cosa cambia con le nuove regole sui buoni pasto, partendo dalle caratteristiche che questi devono avere per essere validi.

Il buono pasto spetta anche al dipendente che non ha pausa pranzo.

Rispetto all'articolo 285 del Dpr 207/2010, che disciplinava la medesima materia, è previsto un ampliamento degli esercizi convenzionati presso i quali si può usufruire del servizio di mensa (articolo 3) e vengono introdotte dettagliate previsioni sul contenuto degli accordi tra società emittenti ed esercizi convenzionati (articolo 5). Non c'è alcun obbligo di firma, poiché questo è sostituito dall'associazione dei dati del buono pasto ad un numero - o codice - identificativo riconducibile al titolare stesso. Il primo punto ad essere precisato è dove poter usare i buoni pasto. Il decreto è volto a disciplinare dove e in quale quantità possono essere utilizzati i buoni pasto; fornisce inoltre indicazioni sulle convenzioni che devono essere stipulate tra società che emettono i buoni stessi e gli esercizi commerciali dove possono essere spesi. Il suo valore è comprensivo dell'Iva prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande.

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