Lunedi, 25 Settembre, 2017

Vecino: "Inter? Spalletti decisivo, darò il massimo. Borja importante, su Montella…"

Vecino: “Non vedevo l'ora di venire all'Inter. Borja mi ha insegnato tanto, Firenze importante per me” CALCIO: INTER. VECINO: MOMENTO GIUSTO PER APPRODARE IN GRANDE SQUADRA
Elettra Stolfi | 11 Agosto, 2017, 07:27

Vecino racconta quanto Borja Valero, oggi suo compagno all'Inter, lo abbia aiutato ai tempi della Fiorentina: "È stato quello con cui ho vissuto più tempo da quando sono in Italia". Parla la mia lingua, poi da lui ho imparato tanti movimenti, sa stare bene in campo e i adatta a diverse situazioni. Può giocare ovunque, è molto intelligente, sa cosa fare in ogni momento. "Aveva esperienza anche prima". Ho parlato con lui, ho giocato con lui in Uruguay, è stato uno dei primi a chiamarmi quando ha saputo che arrivavo qui.

"Molto positiva, avevo l'ansia di essere subito qui per allenarmi". L'Inter è una squadra fortissima, per i giocatori che aveva e per i risultati. Il mio giocatore preferito di sempre?

Prima giornata Inter-Fiorentina, che effetto ti farà? Rappresentiamo tanta gente, è una bella responsabilità andare in campo sapendo che c'è tanta gente dietro di noi, spero di essere all'altezza e di rendere orgogliosi i tifosi dell'Inter. Sarebbe bello esordire all'Inter con una doppietta come fece lui, ma io gioco in un altro ruolo. Mi è successa una cosa simile quando sono andato al Cagliari.

LA SVOLTA TATTICA - "Ad Empoli ho trovato Sarri che mi ha messo nella posizione giusta, lì la svolta nella mia carriera". Joao Mario, già quando ci ho giocato contro mi ha dato un'ottima impressione.

Quali sono i tuoi punti forti? "Qui la squadra è grande ma mi responsabilizza". "Sono un giocatore di squadra, metto tutto quello che ho a disposizione dei compagni, faccio tutto quello che posso fino all'ultimo minuto". Clima nello spogliatoio? C'è la carica giusta aspettando l'inizio del campionato, ci stiamo preparando al meglio per la Fiorentina, è un ambiente normale e tranquillo, c'è grande voglia di allenarci. "Se c'è mobilità è più facile uscire con la palla da dietro, altrimenti diventa difficile".

Cosa ti ha spinto a venire all'Inter? "Quando ti chiama una squadra così importante non devi pensarci troppo, le motivazioni si capiscono solo guardando la maglia, è una grandissima opportunità per me, una sfida che ho voluto accettare".

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