Lunedi, 25 Settembre, 2017

Viareggio, il sindaco è in bermuda "Così al ristorante non può stare"

Il sindaco Del Ghingaro in Comune con il cartello scherzoso messo dal suo staff Il sindaco Del Ghingaro in Comune con il cartello scherzoso messo dal suo staff
Rufina Vignone | 10 Agosto, 2017, 00:24

Il sindaco ha raccontato l'episodio con un post su Facebook, al quale ha allegato la fotografia di come era vestito. Così, normalmente, entra in un ristorante per una cena con una coppia di amici. A Capannori è passato alle cronache come amministratore virtuoso soprattutto per aver introdotto tra i primi il bilancio partecipato, portando i conti al risanamento, e aver applicato la strategia Rifiuti Zero, riuscendo a portare la differenziata a una media dell'85 per cento, rendendo omaggio al maestro ecologista Rossano Ercolini (che è di Capannori), vincitore nel 2013 del Goldman Prize, premio internazionale per l'ambiente. Prende tempo, ma dopo pochi minuti ritorna e mi chiede gentilmente di uscire, perchè le regole di quel locale sono quelle anche se non conosciute nè illustrate all'ingresso, si scusa ma non puó fare diversamente. Ma arriva subito la sorpresa: il cameriere gli fa notare che così non può rimanere nel locale e dopo qualche consulto con il gestore, invita il sindaco ad andarsene. Dovevo proprio andarmene, perché indossavo invece che pantaloni lunghi bermuda non consoni al decoro del ristorante - racconta -. E dopo la foto diventata virale su Facebook che ironizzava sull'abbigliamento sempre impeccabile di Del Ghingaro, ora un episodio al rovescio mostra un lato più privato e 'umano' del primo cittadino.

Così Del Ghingaro ha ricostruito la vicenda: ha scritto di aver scelto un ristorante sul porto "dove vado ogni tanto" per cenare con alcuni amici e che, dato che non si trattava di un incontro istituzionale, si era vestito in maniera casual ovvero aveva scelto di indossare una camicia e dei pantaloni corti.

'Arriviamo, ci fanno sedere a un tavolo sulla terrazza sul mare, chiacchieriamo con altre persone che conosco ad un tavolo vicino, ci raccontiamo la giornata, rilassati e contenti di rivederci', scrive Del Ghingaro su Fb. Ad un certo punto mi si avvicina il cameriere imbarazzato e mi comunica che, considerato che non indosso pantaloni lunghi, non posso stare in quel locale. Che ci fosse una regola ad hoc non lo sapevo, anche perché non è affissa da nessuna parte. "A quel punto non mi rimane che alzarmi, salutare le persone stupite al tavolo vicino, chiedere scusa ai miei amici e uscire, non senza vergogna", continua il racconto del sindaco. Mi sono fatto una domanda: ma in quel locale controlleranno oltre ai vestiti, chessó il casellario giudiziale, il permesso di soggiorno, il codice fiscale, il certificato di sana e robusta costituzione, il tesserino di pesca, il colore della pelle, la tessera di partito, l'attestato di laurea o altro? Boh, giuro che la prossima volta (non certamente lì, garantisco) m'informerò prima d'entrare. Poco importa se ero vestito con abiti firmati per quasi mille euro complessivi.

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