Sabato, 23 Settembre, 2017

Agguato Puglia: Roberti, non è mafia di serie 'B'

Agguato a Foggia Agguato a Foggia"la mafia in Puglia non è di serie B: le dichiarazioni del procuratore Roberti
Rufina Vignone | 10 Agosto, 2017, 16:50

Senza giri di parole e senza tanti peli sulla lingua, il procuratore, il giorno dopo la strage di San Marco in Lamis, in un'intervista rilasciata a Radio 1 dichiara: "La criminalità pugliese e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una mafia di serie B".

L'agguato nelle campagne di San Marco in Lamis, nel foggiano, che è costato la vita a un boss locale e ad altri tre uomini, ha riacceso i fari sulle violenze di stampo mafioso in Puglia. Il magistrato, inoltre, afferma che, negli ultimi trenta anni, le vittime di queste faide sono state circa 300 e che, la stragrande maggioranza di questi delitti, circa l' 80%, è rimasto impunito.

Ma, ha detto Roberti, "bisogna fare di più, anche sul piano della cooperazione internazionale per frenare i fiumi di droghe leggere che arrivano dall'Albania perché sono quelli che stanno scatenando la faida".

"La mafia foggiana - spiega ancora - è una costola della camorra napoletana".

Quindi, il procuratore punta il dito contro la politica locale: "Nell'ultimo processo importantissimo che si è celebrato a Foggia, condotto dalla Procura Distrettuale di Bari per una catena enorme di estorsioni, purtroppo non si è registrata la partecipazione della società civile".

Le organizzazioni criminali del territorio pugliese "in questo momento sono dedite a traffico di droga che proviene soprattutto dall'Albania. Il Procuratore capo di Bari, Giuseppe Volpe, fa benissimo a invocare maggiore collaborazione da parte dei cittadini", ha sottolineato il Procuratore nazionale antimafia.

È fondamentale però risolvere la questione dell'immaginario comune di una criminalità non troppo sviluppata, meno feroce e agguerrita rispetto alle analoghe siciliane, calabresi o campane: "Purtroppo la criminalità pugliese e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una 'mafia di serie B', meno pericolosa e meno efferata della ndrangheta, di cosa nostra e della camorra napoletana. Si fa ancora fatica ad ammettere che questa è una terra in cui le mafie hanno avuto la possibilità di crescere e svilupparsi", aveva confermato anche Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia in visita a Foggia lo scorso aprile, quando definì la situazione "allarmante".

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