Martedì, 26 Settembre, 2017

Leucemia: possibile guarire anche con trapianto di midollo non compatibile

Leucemia: se non c'è donatore per il trapianto, via libera ai genitori Leucemia, nuova speranza dal Bambino Gesù: funziona il trapianto da genitori incompatibili
Irmina Pasquarelli | 27 Luglio, 2017, 15:23

Arriva dall' ospedale pediatrico Bamino Gesù di Roma la nuova tecnica di manipolazione cellulare sviluppata per il trapianto di midollo nei casi di leucemie infantili. "È un'occasione di guarigione definitiva per centinaia di bimbi in Italia e nel mondo", affermano dal Bambino Gesù grazie al quale adesso i più piccoli avranno maggiori probabilità di guarire.

Durante lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Blood, sono stati ottenuti risultati definiti eccezionali -tanto che sono stati rilanciati anche dalla Società Americana di Ematologia (ASH). Il metodo, messo a punto dal team di Franco Locatelli, medico bergamasco, originario di Costa Volpino, direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Medicina Trasfusionale al Bambin Gesù, supportati da Airc, era già stato utilizzato per quanto riguarda le talassemie (immunodeficienze) e le anemie. Ora il nuovo studio estende alle leucemie e ai tumori del sangue le patologie trattabili. Si stima, inoltre, che il 30/40 per cento dei pazienti che ha necessità di trapianto non riuscirebbe a trovare un donatore compatibile. Si tratta di una nuova tecnica che rappresenta l'ultima frontiera in fatto di trapianto di cellule staminali su pazienti pediatrici. "Per ovviare a questa limitazione, sono stati creati i registri dei donatori volontari di midollo osseo che arruolano ormai più di 29 milioni di persone nel mondo e le banche di raccolta e conservazione del sangue placentare". "Per questo, negli ultimi 20 anni molto si è investito nell'utilizzo come donatore di cellule staminali emopoietiche di uno dei due genitori, che sono immunogeneticamente compatibili per il 50% con il proprio figlio". Una percentuale tra il 30 e il 40% dei pazienti non trova però un donatore compatibile per il trapianto.

Trapiantare il midollo del genitore incompatibile opportunamente manipolato nel bambino con leucemia per offrigli una speranza di cura. Per questo motivo, fino a pochi anni fa, si utilizzava un metodo di "purificazione" di queste cellule che garantiva una buona percentuale di successo del trapianto (attecchimento) ma che, sfortunatamente, si associava a un elevato rischio infettivo (soprattutto nei primi mesi dopo il trapianto) con un'elevata incidenza di mortalità. "Come risultato finale, i trapianti da uno dei due genitori avevano una probabilità di successo significativamente inferiore a quella ottenibile impiegando come donatore un fratello o una sorella, o un soggetto identificato al di fuori dell'ambito familiare", precisano i ricercatori. In particolare, l'innovativa procedura è stata applicata a 80 pazienti con leucemie acute resistenti ai trattamenti o già con ricadute. I risultati hanno dimostrato "come il rischio di mortalità da trapianto è straordinariamente basso (nell'ordine del 5%), il rischio di ricaduta di malattia è del 24% e, conseguentemente, la probabilità di cura definitiva per questi bambini è superiore al 70%, un valore sovrapponibile (anzi lievemente migliore) a quello ottenuto nello stesso periodo in pazienti leucemici trapiantati (sempre nell'Ospedale della Santa Sede) da un donatore, familiare o non consanguineo, perfettamente compatibile".

Altre Notizie