Martedì, 26 Settembre, 2017

Charlie, gli ultimi attimi di vita: disposto il trasferimento

Charlie Gard: Alta Corte di Londra, sarà trasferito in un hospice. Struttura e momento del trasferimento resteranno segreti Charlie, ultimatum del giudice: genitori e ospedale trovino unʼintesa
Irmina Pasquarelli | 27 Luglio, 2017, 22:39

Ora non resta che l'accordo con l'ospedale inglese visto che per i genitori di Charlie non sarebbe cosa buona passare gli ultimi giorni, forse attimi, di vita del loro figlio nel luogo dove si sono sentiti più osteggiati che non accolti in questi lunghi mesi di scontri.

I genitori di Charlie Gard, il bambino di 11 mesi affetto da sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, al centro di un caso giudiziario internazionale, hanno deciso di lasciare che il figlio trascorra i suoi ultimi giorni in una struttura per malati terminali, il cui nome resterà segreto.

Il giudice Nicholas Francis ha concesso alle parti fino alle 12:00 del 27 luglio per raggiungere un accordo, in caso contrario Charlie sarà comunque trasferito nella struttura per malati terminali e, presumibilmente, la sua morte avverrà entro pochi giorni.

"Charlie è un bambino che richiede un trattamento speciale e le sue cure non possono essere semplificate: devono essere fornite da specialisti", avevano dichiarato i medici. La richiesta della mamma e del papà, di portarlo a casa per l'ultimo saluto, non può essere esaudita, per le gravissime condizioni del piccolo che ha bisogno di un respiratore e di assistenza medica continua.

I genitori di Charlie Gard, come nelle ultime ore di ieri, appena compreso che a casa il piccolo bimbo non potranno mai portarlo per l'ostruzione del GOSH, stanno cercando di trovare disperatamente un medico specialista disponibile ad occuparsi della ventilazione artificiale del bimbo per i suoi ultimi giorni sulla Terra. "Ci ha negato l'ultimo desiderio", sono state le ultime parole sulla vicenda, prima che, come ordinato dallo stesso giudice Francis, calasse il sipario mediatico, a coprire le ultime ore che precederanno l'inevitabile morte di Charlie in un tempo e in un luogo che non saranno svelati in anticipo, epilogo di una vicenda che ha tenuto sulle spine mezzo mondo con un'eco particolarmente forte in Italia. "Ognuno di noi avrebbe voluto un finale meno tragico". Questo non avrebbe più permesso a Charlie di parlare e di mangiare in autonomia e pertanto i medici avevano consigliato alla famiglia l'interruzione delle cure.

E' stallo tra i genitori del piccolo Charlie Gard e il Great Osmond Street Hospital di Londra che lo ha in cura. E questo ha determinato un contenzioso legale che ha bloccato il piccolo all'opzione della cura palliativa.

L'ultima speranza, per la quale Connie e Chris hanno combattuto strenuamente, disperatamente fino a mezzogiorno (le 13 italiane) di oggi era quella di disporre almeno di qualche giorno "di tranquillità" in un hospice dove poter dare l'addio a Charlie prima di rassegnarsi ad affidarlo "agli angeli", "senza ospedali, giudici, avvocati, tribunali o giornalisti".

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