Lunedi, 24 Luglio, 2017

Omicidio Caccia - Schirripa 'Io terrone e capro espiatorio'

Rocco Schirripa è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del procuratore Bruno Caccia, avvenuto il 26 giugno 1983 Omicidio Caccia – Schirripa 'Io terrone e capro espiatorio'
Rufina Vignone | 17 Luglio, 2017, 21:09

Rocco Schirripa è stato condannato all'ergastolo come esecutore materiale dell'omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, assassinato dalla 'ndrangheta nel 1983 a Torino. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Milano al termine del processo, che è dovuto ripartire da zero per un vizio procedurale nell'iscrizione di Schirripa nel registro degli indagati.

"Sono un capro espiatorio, la persona perfetta per questa accusa: un calabrese con precedenti con la giustizia". E ha anche annunciato lo sciopero della fame "per protestare contro questa messinscena, questa farsa che lascerà liberi i veri responsabili".

"Per l'omicidio è stato già condannato in via definitiva come mandante Domenico Belfiore, dell'omonimo clan". "Inizialmente la famiglia Caccia puntava sulla pista siciliana, legata al riciclaggio di denaro della mafia tramite il casinò di Saint Vincent, pista con la quale Schirripa non c'entrava nulla - ha spiegato il legale - poi però si sono accodati alla Procura e hanno fatto rientrare anche il nostro assistito nella loro ricostruzione". Ma per l'accusa, rappresentata in aula dal pm Marcello Tatangelo, dubbi non ce n'erano: Schirripa "è colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio". I due assieme, secondo Agresta, "hanno commesso tanti omicidi".

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