Martedì, 26 Settembre, 2017

Mika: perché non condurrà Sanremo 2018

Anche Mika torna al Giffoni Film Festival 2017 Mika sul festival di Sanremo: "Sarebbe un enorme onore ma..."
Zaira Scannapieco | 17 Luglio, 2017, 16:15

In questi ultimi giorni si è tornato spesso a parlare della prossima edizione del Festival di Sanremo e sopratutto sulle varie indiscrezioni che stanno girando riguardo alla conduzione di Sanremo 2018.

Mika già l'anno scorso è riuscito ad arrivare al Festival, grazie alla collaborazione con Ivan Cotroneo che l'ha aiutato nella realizzazione della canzone Hurts, colonna sonora del film Il bacio. "Io non sono un conduttore, quello e' un mestiere che altri fanno molto meglio di me, potrei farlo solo nel mio stile, e richiederebbe tempo per prepararlo". Al cantante e' anche arrivata la richiesta di sviluppare un programma a se' basato sulle conversazioni in esterna, presenti nella prima edizione dello show, tra Mika in veste di tassista, e i clienti che salivano sulla sua auto: "Sono tutti progetti che svilupperei solo quando finira' Stasera Casa Mika e spero sia il piu' tardi possibile". Si tratta della seconda edizione dello show Stasera casa Mika che andrà in onda a novembre sulla seconda rete diretta da Ilaria Dallatana. "Se la minifiction funzionasse, l'idea è di continuarla come progetto a sé" ed ha aggiunto: "Ci saranno molte novità e abbiamo lavorato in grande libertà, il programma è un grande laboratorio di idee". Virginia Raffaele, al suo fianco, sarebbe la ciliegina sulla torta.

Viene poi chiesto a Mika quale fra i cantanti italiani sarebbe adatto a realizzare uno show come il suo, risponde così: "Gabbani, che mi è molto piaciuto a Sanremo e agli Mtv Awards, o Fedez, che farebbe qualcosa di molto differente da me, ma sarebbe adatto perché ha un'attenzione maniacale ai dettagli".

E per quanto riguarda i talent? In questo momento è al lavoro su un nuovo album, "sto dividendo il mio tempo fra la musica e gli altri progetti. Lo sto componendo per ora tutto al pianoforte, sarà super pop".

Per di più c'e' anche il cinema che bussa alla sua porta: "Mi hanno offerto una parte da protagonista in un film molto serio e importante d'autore francese". Innamorato dell'Italia, ammette che è una terra diversa di città in città ma unica nel suo genere, fatta di tante bellezze, come Napoli anche se "è più facile esportare il modello Gomorra che la Napoli perbene". Tra i suoi sogni nel cassetto c'è anche quello di raccontare le storie di chi ha vissuto la lunga guerra del Libano, che ha coinvolto più generazioni.

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